Il Tirreno

Grosseto

Pedofilo faceva il volontario a scuola

Francesca Gori
Gli uomini della polizia postale con l’ispettore superiore Stefano Niccoli
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Gli uomini della polizia postale con l’ispettore superiore Stefano Niccoli

Aveva patteggiato due condanne nel 2009 e nel 2015 per abusi sessuali e per atti osceni, ma era stato chiamato da una onlus per accogliere i bambini al mattino. Lo ha riconosciuto un agente della polizia postale

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GROSSETO. Aveva patteggiato due condanne, nel 2009 per abusi sessuali su un minore e nel 2015 per atti osceni e detenzione di materiale pedopornografico ma questo non gli aveva impedito di svolgere attività di volontariato per una onlus in una scuola elementare di Grosseto.

Attività che è durata appena due giorni: l’uomo era monitorato dagli uomini della polizia postale quando un agente lo ha visto una mattina davanti alle elementari e ha deciso di intervenire. È cominciato così il servizio degli uomini guidati dall’ispettore superiore Stefano Niccoli, che hanno subito avvertito la dirigente scolastica della presenza dell’uomo e dei sui precedenti guai giudiziari, incompatibili con il ruolo che stava svolgendo. Un’attività, quella della postale che è finita anche sulla pagina Facebook del Commissariato Ps online che, per raccontarla, ha utilizzato l’hashtag “storie incredibili”.

L’uomo ha 42 anni e non ha un lavoro. Prima della mattina del 7 aprile, quando l’agente lo ha visto davanti alla scuola, svolgeva attività di volontariato in un centro anziani della città. Il responsabile della onlus vicina a quella per la quale l’uomo prestava servizio aveva bisogno di sostituire uno dei volontari per effettuare il servizio di vigilanza ai bambini nell’orario prescolastico e ha deciso di chiedere al quarantaduenne se fosse stato disponibile.

Il primo giorno di sostituzione, l’uomo si è presentato a scuola insieme a un altro volontario per imparare quello che sarebbe stato il suo futuro incarico. Ma il secondo giorno ha dovuto lasciare la scuola, dalla quale è stato allontanato dopo che il poliziotto lo ha visto entrare nell’istituto. La scuola era all’oscuro del passato dell’uomo e anche la onlus per la quale prestava servizio non sapeva dei suoi guai giudiziari. Inoltre, la dirigenza scolastica non aveva stipulato alcuna convenzione con la onlus per il servizio di vigilanza dei bambini. Era un incarico, quello, dato sulla fiducia.

Alle contestazioni degli operatori di polizia, il presidente dell’associazione ha spiegato di non essere a conoscenza dell’obbligo di richiedere il casellario giudiziario degli operatori che operano con i minori, previsto dal decreto legislativo 39 del 4 marzo 2014, ma ha subito provveduto a rimuovere da ogni incarico l’uomo, invitandolo a riconsegnare la tessera dell’associazione.

Quando il decreto legislativo è entrato in vigore, l’obbligo di verifica del casellario giudiziario sembrava essere esteso anche alle associazioni di volontariato e a quelle sportivo dilettantistiche. Poi è intervenuta una circolare ministeriale che ha allentato le maglie di questo obbligo.

Ma le associazioni di volontariato e quelle sportive che hanno a che fare con i bambini, potrebbero comunque richiedere quelle certificazioni per valutare l’opportunità o meno di mettere volontari a prendersi cura dei minori.
L’uomo, nella scuola, avrebbe dovuto svolgere un servizio di accompagnamento dei bambini al mattino, prima del suono della campanella. Avrebbe passato del tempo con loro e nessuno, né la scuola e nemmeno l’associazione sapeva di quei due patteggiamenti per reati che appunto, avevano come vittime, dei bambini.
 

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