Gioco
Contratto non rinnovato, scuola in sciopero
I sindacati contestano anche modalità di valutazione dei docenti, chiamata diretta e precariato
GROSSETO. “L'unione fa la scuola”. È lo slogan che Cgil, Cisl, Uil e Snals hanno scelto per promuovere lo sciopero generale dei docenti in programma oggi, quando gli insegnanti aderenti alle quattro sigle sindacali (circa 700 mila in Italia) saranno chiamati a disertare le aule e scendere in piazza tutti insieme. Si tratta di uno sciopero nazionale della scuola, che durerà l'intera giornata.
Un’iniziativa che coinvolge sia i docenti che il personale Ata (gli assistenti tecnico-amministrativi). Anche in provincia di Grosseto è attesa un’adesione significativa ed è probabile che molte lezioni saltino e le scuole possano rimanere chiuse. Ci saranno presidi e cortei ovunque. Da Grosseto partiranno dei pullman per Firenze, dove si svolgerà la manifestazione regionale.
Le ragioni dello sciopero sono state illustrate da Anna Maria Giurelli della Cgil scuola, Sergio Murgia dello Snals, Fabrizio Settembrini della Uil e Alfonso Nocchi della Cisl: «Lo sciopero - hanno spiegato i quattro sindacalisti - è stato indetto per protestare innanzitutto contro il mancato rinnovo del contratto collettivo, scaduto nel 2009. A questa rivendicazione si sono poi aggiunte le proteste contro la riduzione dell'organico del personale Ata, deciso dalla legge di stabilità 2015, e contro alcune delle norme introdotte dalla legge 107 del 2015 (la cosiddetta riforma della "Buona scuola")».
In particolare i sindacati contestano le modalità di valutazione dei docenti introdotte dalla riforma e il principio della chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici. Denunciano inoltre come il precariato nella scuola sia ancora un problema. Nonostante le 86 mila stabilizzazioni effettuate negli ultimi mesi, ci sono ancora 45 mila docenti nelle graduatorie a esaurimento. Il caso a dire la verità non riguarda Grosseto, dove invece i problemi sono altri: per esempio il fatto che alcuni dirigenti hanno la reggenza di più circoli e questo aumenta le difficoltà. Oppure l'ex Provveditorato che soffre dei tagli ed è tutt'ora senza una figura apicale. «Per il rinnovo del contratto - conclude Giurelli - sono stati proposti dal Governo 200 milioni di euro. Si tratta di pochissimi soldi, 6-7 euro al mese in più in busta paga. Un insulto. Anzi, una perdita in termini economici, visto che la vacanza contrattuale al momento ne porta 13 in più in busta». (g.b.)
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