Gioco
Vela, il sogno del polo si sposta al porto
Il presidente Serra punta sullo Yachting club: «Se tutti avessero aderito... Quanto alla colonia, era meglio un affidamento unitario e decennale»
MARINA DI GROSSETO. È davvero tramontato il progetto di fare di Marina di Grosseto un polo della vela di stanza all’ex colonia San Rocco? Forse sì, forse no.
Di certo per quest’anno la colonia di San Rocco è assicurata alle nove associazioni che risulteranno vincitrici della gara indetta dal Comune per affidare i locali, occupati per tre anni dalla Compagnia della vela. E di certo c’è che, come ha spiegato ieri il sindaco Emilio Bonifazi al Tirreno, in questi anni la Federazione nazionale della vela non ha risposto alla disponibilità del Comune di fare nella colonia un punto di riferimento per i propri atleti.
Di certo, però, c’è anche che a Marina il vento non manca, il mare nemmeno e di appassionati di vela ce ne sono a bizzeffe. Tanto che esistono due associazioni che organizzano corsi e regate: la già citata Compagnia della vela e il Circolo nautico Maremma, associato alla Marina di San Rocco, la società che gestisce il porto di Marina.
Ed è proprio qui, nel porticciolo turistico, e più precisamente nello Yachting club, che il presidente della Marina di San Rocco, Luciano Serra (nella foto grande, Bf), numero uno di Assonat, sogna da tempo di conglobare le associazioni di vela e stabilire lo zenit di questo sport. Insomma, di farci il polo della vela.
«Per questo abbiamo fatto lo Yachting club – spiega Serra –. Se vi fossero entrati tutti, si sarebbe creato il polo giusto per lavorare tutti insieme. Il Circolo nautico, che è anche socio del porto, vi ha aderito. La Compagnia della vela no. Queste sono le solite divisioni che portano solo del male».
Che le attività legate alla vela debbano avere alle spalle una struttura portuale è un convincimento di cui Serra non ha mai fatto mistero. Anche in occasione della conferenza stampa che la Marina di San Rocco, il Comune e la Capitaneria di porto hanno tenuto alcune settimane fa a Marina quando esplose l’allarme per il presunto inquinamento (poi smentito dall’Arpat), Serra lo ribadì: quando i ragazzini della scuola di vela si trovano in difficoltà, avvistarli dalla torretta e partire con un gommone dal porto per andare in loro soccorso è un attimo, una garanzia di maggiore sicurezza.
Il presidente della Compagnia della vela, Marco Borioni, ieri ha spiegato che il suo diniego alla proposta di entrare nello Yachting club deriva dal fatto che il lavoro della scuola di vela si basa sul volontariato dei genitori dei ragazzi e che questo approccio, senza scopi di lucro, mal si concilierebbe con le attività del porto, che sono di tipo commerciale.
«Ma che c’entra? – ribatte Serra – Lo Yachting club non ha scopi di lucro».
Ad ogni modo, oggi, le posizioni rimangono ferme. Quanto alla colonia, la commissione comunale, che deve valutare le proposte arrivate da tredici associazioni locali che aspirano a occupare una delle nove stanze a disposizione, sta valutando se tutte abbiano i requisiti per partecipare al bando. In bilico c’è proprio la Compagnia della vela, che avrebbe dovuto sgomberare la colonia il 31 dicembre 2015 ma non l’ha fatto e per questo, proprio il giorno prima della scadenza dei termini per presentare la domanda, si è vista aprire un contenzioso dal Comune. Un contenzioso che potrebbe costarle la partecipazione alla gara.
Ad ogni modo, il Comune ha preso la sua decisione: la colonia di San Rocco, che per anni è stata presentata dall’amministrazione Bonifazi come il quartier generale dell’auspicato polo della vela maremmano, diventerà un condominio per associazioni.
Al bando hanno partecipato scuole di kite surf, un ’associazione di pesca, un circolo Arci, due gruppi sportivi dei vigili del fuoco, l’associazione Terramare, e le due associazioni veliche, la Compagnia della vela e il Circolo nautico Maremma. Nelle intenzioni del Comune, i vincitori dovranno garantire eventi e afflusso di visitatori tutto l’anno.
Comunque vada la gara, è certo che la colonia non sarà più solo appannaggio dei soli velisti. E di questo sembra rammaricarsi anche il presidente del porto.
«Le colonie potevano essere riferimento per tutti i velisti – spiega il presidente Serra – ma non prendendo una stanza per uno, e solo per un anno. Per un progetto vero la colonia andava messa a bando nella sua interezza, più il piazzale e la spiaggia e per un periodo ad esempio di dieci anni». Un tipo di affidamento che permetterebbe di elaborare progetti a lungo termine. D’altro canto il bando 2016 prevede un affidamento annuale. Poi si vedrà.
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