La manifestazione
Querci: «È colpa anche degli incivili»
Strascichi sul video delle Iene Maremmane ci sono stati anche a Gavorrano, dove il duo ha preso dei «buffoni» dal vicesindaco Giulio Querci (nella foto) perché denunciava sì il degrado, ma in un’area...
Strascichi sul video delle Iene Maremmane ci sono stati anche a Gavorrano, dove il duo ha preso dei «buffoni» dal vicesindaco Giulio Querci (nella foto) perché denunciava sì il degrado, ma in un’area privata in cui il Comune non può nulla. Qua, il video-denuncia, è stato preso come spunto per continuare a parlare di degrado sul territorio: non per il terreno preso in considerazione (che ha un suo proprietario), ma per l’area della Finoria, un tempo gioiello di Gavorrano. La discussione è nata via facebook e a fare le veci dell’amministrazione è stato lo stesso Querci. «Come assessore ai lavori pubblici sono il primo ad esserne consapevole - spiega - I problemi però sono vari e si incrociano tra loro, due su tutti: il primo le poche risorse ed un territorio vasto e il secondo l’inciviltà di chi va, spacca e sporca senza curarsi di nulla». Non ci gira molto intorno, Querci: «È bene essere chiari in questi periodi i Comuni faticano a svolgere i servizi di base e non possono più farsi carico dell’ inciviltà e della mancanza di rispetto verso la comunità di persone maleducate, di menefreghisti e spesso di veri e propri vandali - continua il vicesindaco - Con ciò non voglio togliere la responsabilità del Comune in situazioni di pericolo o di aree comunali da riqualificare, l'impegno da parte nostra in questo cerca di essere costante, ascoltando le richieste dei cittadini. E facendo i conti con le poche risorse». Ciò non toglie che la Finoria sia in una situazione di degrado. «Senza dubbio va riqualificato perché quello sì è un patrimonio dei cittadini che deve essere sfruttato e vissuto da tutti - conclude Querci - Quello che servirebbe ( ed io mi impegnerò con tutti i mezzi a mia disposizione vigili, carabinieri e quant'altro) però è che scattasse il senso civico in tutti noi».
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