Italia
Truffa alle Poste, giudizio immediato
Un «pacco» ben congegnato che non poteva essere ideato da una sola persona visto che presupponeva la capacità di falsificare una serie di documenti (dalla carta d’identità al codice fiscale sino alla...
Un «pacco» ben congegnato che non poteva essere ideato da una sola persona visto che presupponeva la capacità di falsificare una serie di documenti (dalla carta d’identità al codice fiscale sino alla tessera sanitaria) e soprattutto l’abilità di entrare in possesso dei moduli di riscossione dei rimborsi Irpef erogati dall’Agenzia delle Entrate e intestati a persone esistenti che svolgevano un’attività libero professionale. Una truffa che presuppone, non solo una buona dose di faccia tosta, ma soprattutto coperture tipiche di un’organizzazione dedita a questo genere raggiri su tutto il territorio nazionale. Anche perché entrare in possesso della corrispondenza destinata effettivamente a chi deve ricevere dall’Inps il rimborso per aver corrisposto più di quanto dovuto all’Erario presenta notevoli difficoltà senza una qualche complicità nel sistema. Comunque l’unico a finire nella maglie della giustizia è stato Vincenzo Ferrigno, 46 anni, originario della provincia di Caserta, con pagine e pagine di precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio. Nei suoi confronti la procura di Lucca ha chiesto il giudizio immediato relativamente a tre episodi - due riusciti e uno tentato - avvenuti nel maggio del 2015.
Ma sono almeno una quindicina le denunce nei confronti di Ferrigno in tutta Italia: da Milano all’Emilia sino a Grosseto, cui saranno inviati gli atti per competenza territoriale, per accertare l’effettiva responsabilità. (l.t.)
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