Sicurezza
Terrosi: «È un’offesa per chi è davvero sfruttato»
GROSSETO. Amarezza e disappunto. E un invito a vedere con i propri occhi che Uscita di sicurezza, come altre cooperative, non è affatto un esempio di caporalato. Luca Terrosi, presidente della...
GROSSETO. Amarezza e disappunto. E un invito a vedere con i propri occhi che Uscita di sicurezza, come altre cooperative, non è affatto un esempio di caporalato. Luca Terrosi, presidente della cooperativa grossetana impegnata in molte attività con fini sociali, prende le distanze da Marco Barzanti, candidato sindaco di Grosseto per i Comunisti italiani, e dalle sue accuse sul lavoro svolto dalle cooperative.
«Insieme a tutto il personale di Uscita di sicurezza e al consiglio di amministrazione – dice Terrosi – mi sento chiamato direttamente in causa, visto che rappresento una cooperativa dove lavorano oltre 400 persone... Ci rammarica soprattutto che a farsi portavoce di pregiudizi e preconcetti così beceri sia l’esponente di un partito che richiama, nel nome, ideali di solidarietà e condivisione».
Terrosi fa presente che i dipendenti e soci di Uscita di sicurezza «non sono lavoratori sfruttati e malpagati. Sono personale qualificato a cui viene applicato il contratto nazionale delle cooperative e a cui vengono riconosciuti i diritti normalmente attribuiti ai lavoratori». Niente di più lontano da persone assoggettate al caporalato. «Si tratta di un’offesa – dice Terrosi – nei confronti di tutti i cittadini, spesso immigrati, che nel nostro Paese vengono ancora sfruttati da caporali, pagati al nero, a cui non vengono riconosciuti i minimi diritti e che spesso rischiano la vita sul posto di lavoro».
Quindi l’invito a Barzanti e ai Comunisti italiani a dedicare il loro impegno «alla tutela dei diritti di queste persone, sfruttate e maltrattate, e di non strumentalizzare in maniera demagogica gli sforzi che molte cooperative, come Uscita di sicurezza, fanno per garantire posti di lavoro e servizi ai cittadini».
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