Sicurezza
Gattina trovata morta in casa: in tre a processo
Grosseto, avrebbero dovuto far ritorno a casa dopo pochi giorni ma l’assenza si era prolungata per settimane
GROSSETO. Avrebbero dovuto assentarsi soltanto per pochi giorni. E per questo motivo avevano comunque lasciato alla loro gattina acqua e cibo a sufficienza. L’assenza si era però prolungata e nessuno aveva più accudito quella bestiola dal manto bianco con macchie marroni, che aveva iniziato a far sentire insistentemente la propria voce fino a un silenzio significativo. La micia era poi stata troata morta, in quell’appartamento che la polizia municipale aveva poi riscontrato avere gli infissi completamente serrati: gli agenti l’avevano trovata riversa vicina alla porta di uno dei due bagni. Uno dei vicini aveva sentito cattivo odore, per questo aveva chiesto l’intervento della pattuglia.
Sono finiti sotto processo in tre perché ritenuti responsabili di aver causato la morte dell’animale, lasciato senza cibo né acqua: Maria Concetta Saladino, la figlia Valentina Grandi, il genero Salvatore Misia. Difesi dall’avvocato Cristina Solignani, sono accusati di aver omesso di affidare la custodia della gattina ad altre persone. Dal 24 luglio 2013 non avevano fatto ritorno dalla Sicilia, l’accesso nell’abitazione da parte della polizia municipale era avvenuto il 18 settembre successivo. Era stato il figlio della donna, che non abita lì, che quel giorno non era nemmeno a Grosseto e che in aula si è dichiarato comunque non interessato a ciò che accadeva in quella casa, a portare le chiavi.
Nessuno aveva le chiavi dell’appartamento? ha chiesto il giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi? «Io ne ho di molte delle persone anziane che abitano in questo palazzo - ha detto una vicina di casa - Ma non di quella. Mi ricordo che la famiglia era partita il 23 luglio: li salutai, chiesi anche chi avrebbe pensato alla gattina. Mi risposero che le avrebbero lasciato da mangiare e bere a sufficienza, tanto sarebbero tornati a breve». Scusi, ha chiesto il difensore, ma lei come aveva visto la gattina? «La tenevano benissimo. Sì, aveva i suoi anni ma era un batuffolino».
Il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi ha chiamato a testimoniare la pattuglia della polizia municipale intervenuta. «Ci avevano chiamato i vicini, sentivano cattivo odore», ha detto l’agente intervenuta quel pomeriggio, intorno alle 18,30. Impossibile rintracciare i proprietari già al momento della richiesta di intervento, il figlio era stato trovato soltanto l’indomani: il 18 settembre, appunto. «Il gatto era vicino alla porta del bagno. Nelle ciotole non c’era nulla: erano vuote. La tapparelle erano chiuse. Sì, in casa c’era un po’ di confusione, come se la famiglia fosse andata via di corsa».
All’epoca delle indagini, la polizia municipale aveva raccolto la testimonianza di una gattara che abita nella zona e che si era dichiarata preoccupata perché sentiva l’animale miagolare. Ma non era riuscita a trovare nessuno che le aprisse la porta per dare i soccorsi. Il processo non è terminato: il giudice ha aggiornato il procedimento a un’udienza di gennaio.
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