Sicurezza
Potentino, design da esportazione
I mobili con il marchio del castello finiscono nelle boutique di mezzo mondo
SEGGIANO. L’artigianato amiatino sbarca in Giappone. Ma anche a Londra, Parigi e nelle boutique di mezzo mondo. E parliamo di griffe importanti, come Luisa Via Roma e simili. «È artigianato di qualità e piace moltissimo» spiega Charlotte Horton, a capo del Castello del Potentino, storica residenza nel verde amiatino di Seggiano. Se il materiale e la lavorazione sono firmate dalle botteghe di Vivo d’Orcia e degli altri paesi della zona, l’idea di questi mobili nasce proprio dall’imprenditrice inglese, oggi maremmana d’adozione: ripensare gli arredi del castello, dai mobili fino alle ceramiche, con un design moderno. «La nostra idea è stata proprio questa – spiega – realizzare mobili e ceramiche in linea con il 21º secolo che possano incastrarsi alla perfezione con l’atmosfera della struttura, nel rispetto della tradizione e della storia».
Una linea di interni che in questi giorni è in vetrina alla 12ª edizione di Artigianato e palazzo, la manifestazione dedicata all’artigianato di qualità al Giardino Corsini di Firenze.
«I nostri prodotti sono in commercio già da due anni – continua la Horton –. Vengono venduti nelle boutique di Londra, ma anche di Tokyo. In questo modo abbiamo portato il monte Amiata in Giappone e in altri Paesi del mondo».
Modern design: è questo il tema che attraversa i cataloghi Potentino (tutto ciò che producono gli Horton prende il nome del castello), a cui hanno collaborato firme di calibro internazionale l’architetto e designer Nigel Coates, o Gerry De Bastiano, esperto delle ceramiche. «Un tempo i castelli ospitavano artisti: pittori, poeti, musicisti – continua –. Vogliamo ricreare questi spazi per i giorni nostri».
E se vasi, piatti e bicchieri della nuova linea vengono prodotti a Lastra a Signa, tutto ciò che riguarda i mobili, dalle sedie ai tavoli fino alle sdraio da piscina, è realizzato nelle botteghe dell’Amiata. «Qua ci sono artigiani che sono dei veri artisti, capaci di conservare nel loro mestiere passione e tradizione. C’è una falegnameria qua vicino Seggiano – confida Horton – in cui lavora un vecchio artigiano e i giovani dipendenti sono disperati perché sanno che quando andrà in pensione perderanno qualcosa di unico. E noi volevamo proprio questo per i nostri prodotti». L’occasione per dare il via a qualcosa di totalmente diverso è arrivata due anni fa, quando gli Horton si sono trovati costretti a gettare vie le vecchie sdraio della piscina. «Ho detto: anziché comprare mobili preconfezionati, che sono insignificanti, costruiamoceli da soli» dice Charlotte.
Qui sono entrate in gioco le conoscenze della famiglia londinese trapiantata in Maremma, che subito hanno partorito l’idea delle particolari sdraio da piscina, robuste e morbide nelle forme allo stesso tempo. Concetti applicati anche alle sedie. «Le ha disegnate Coates e vengono prodotte da una bottega di artigianato amiatina di Vivo d’Orcia – spiega la padrona di casa –. Il design richiama gli arredi etruschi, con le gambe caratterizzate da curve dolcemente curve. Ma sono anche sedie compatte, in modo che possano resistere nel tempo mantenendo comunque un’impostazione elegante per chi ci si siede».
Stessa filosofia che ha portato alla creazione anche dei tavoli e del servo muto, oggetto di origini medioevali che oggi chiameremmo un poggia-asciugamani per il bagno. Eccellenze dell’artigianato maremmano ora in vetrina a Firenze e nelle migliori boutique delle capitali. «Penso che la cultura funzioni così – conclude Charlotte – Si piante un seme e si aspetta di guardare cosa cresce, con curiosità. La cultura deve essere il piacere della scoperta, senza disperdere il nostro passato».
In questo senso la padrona di casa annuncia che ci sono in cantiere anche altri progetti che mirano a valorizzare la cultura e la storia delle valli intorno a Seggiano. «La cultura e curiosità della scoperta – conclude –. E scoprire è sempre cool».
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