Il dolore
Lui è il “settimo” e la foto è già pronta per essere appesa
GROSSETO. Approssimandosi all’addio in municipio, Bonifazi estrae dall’armadio un pacchetto incartato. La butta là con auto-ironia (e nessuno se ne urti dato che l’espressione è riferita a se stesso)....
GROSSETO. Approssimandosi all’addio in municipio, Bonifazi estrae dall’armadio un pacchetto incartato. La butta là con auto-ironia (e nessuno se ne urti dato che l’espressione è riferita a se stesso). «Io sono il settimo mostro», sorride sornione: il settimo sindaco che sarà appeso a parete accanto ad Alessandro Antichi, tutti i allineati in fila orizzontale. La foto, scattata da Bf, è impacchettata e lui ce ne offre una primizia. Ecco scartarla mostrando un’immagine istituzionale di sé, patinata quanto basta mentre sorride già lontano nel tempo, sullo sfondo del Palazzo. «Appena finito il mandato, l’ultimo giorno, mi attaccherò al muro» (indica il punto della parete). «Prima no, per scaramanzia». A ritroso, accanto a sé da destra a sinistra, sono Antichi, Loriano Valentini, Flavio Tattarini, Giovanni Battista Finetti, Renato Pollini e Lio Lenzi. (el.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
