Lutto
Le unioni civili dividono la politica
Il Pd ironizza, Vivarelli Colonna replica, Chigiotti attacca
GROSSETO. Antonfrancesco Vivarelli Colonna non sarà un sindaco «contra legem» e celebrerà le unioni civili. Lo dice senza girarci intorno il candidato del centrodestra qualora vincesse le elezioni e lo ribadisce dopo essere stato tirato in ballo dal centrosinistra dopo l’approvazione della Cirinnà.
Il primo a tirarlo per la giacca è stato Marco Simiani, segretario provinciale del Pd che ha accusato Giuseppe Chigiotti, sulla sua pagina Fb, di essere un voltagabbana. Chiedendo conto anche della posizione dei partiti che appoggiano Vivarelli Colonna nella sua corsa a sindaco. «Mi stupisco che in questo momento importante per il Paese si inseriscano polemiche artefatte e costruite per giustificare repentini e incomprensibili cambi di orientamento politico - dice Simiani - La coerenza sembra sfuggire e non appartenere a Giuseppe Chigiotti oggi a fianco di Vivarelli Colonna, a fianco dei leghisti di Salvini, di Fratelli d’Italia e di Casa Pound».
Una scelta, quella di Chigiotti che ha dato il suo appoggio a Antonfrancesco Vivarelli Colonna, definita «acrobatica» dal candidato Mascagni. «Non ho mai votato contro la trascrizione del matrimonio di Chigiotti - dice Mascagni - perché l’atto non è mai arrivato in consiglio e non sono nemmeno un ultracattolico contrario ai diritti delle coppie omosessuali. Se divento sindaco sarò il sindaco di tutti, senza distinzioni di razza, religione, genere».
Nel dibattito sulla Cirinnà e sul tiro incrociato tra Chigiotti e il Pd interviene Antonfrancesco Vivareli Colonna che chiarisce i dubbi sulla sua posizione. «Ho fatto dell’amore la bandiera della mia campagna elettorale - dice - Io tifo per tutti gli amori, non sarò un sindaco contra legem anche perché un sindaco tecnicamente non si occupa di questo tipo di politiche ma sono un uomo che vive nella contemporaneità e come tale conosco e frequento coppie omosessuali. E non vedo nessuna differenza nel loro modo di amare. Dobbiamo smettere di concepire l’omosessualità come una diversità, è solo una delle tante normalità di questa nostra umanità».
E a chi gli chiede conto delle posizioni dei partiti più a destra che lo sostengono dice: «Rimangono le diversità di opinione all’interno della coalizione, tuttavia noi applicheremo una legge dello Stato. Un sindaco deve rispettare i cittadini e la legge».
Giuseppe Chigiotti, dal canto proprio, non molla nemmeno di un millimetro. «Il problema è che ci sono rappresentati del centrosinistra che sfruttano l’approvazione della legge e la mia posizione - dice - per fare bieca campagna elettorale. Non è la conquista del centrosinistra e del centrodestra come dimostrano i voti di alcuni rappresentanti dei partiti di Verdini e Alfano».
Per Chigiotti, questo modo di fare politica serve solo a confondere le acque. «Un conto è la lotta per i diritti civili, un altro - spiega - amministrare una città. Io non sono un voltagabbana ma ho soltanto fatto una scelta: ho messo la mia faccia per fare eleggere Bonifazi sindaco che poi, in cinque anni, non ha fatto nulla di quello che era il programma».
C’era la riconversione dell’ospedale, la realizzazione del centro di documentazione degli etruschi, la valorizzazione delle Mura. «Come mi ha detto il vicepresidente della Regione in un incontro privato - aggiunge - il centro di documentazione etrusco non sarà mai realizzato per motivi politici. Il Pd quindi ha una grande responsabilità: o ha impedito al sindaco di realizzare il suo programma oppure ha fatto goveranre la città da una persona che non ne era capace».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
