Il Tirreno

Grosseto

Il museo sparisce dal depliant

di Alfredo Faetti
Il museo sparisce dal depliant

Racconta la storia della Miniera ed è uno dei più visitati: presto potrebbe avere una nuova sede

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MASSA MARITTIMA. Nelle scorse settimane Massa Marittima è stata invasa da dei depliant. È un’iniziativa già annunciata a suo tempo dall’amministrazione volta a garantire la miglior informazione turistica, grazie anche al progetto Qr Code, che permette di accedere ai contenuti e alla descrizione di ogni singola attrazione direttamente sul proprio cellulare, attraverso un software scaricabile gratuitamente. Dai palazzi agli affreschi passando per Qr Code e informazioni utili, è tutto su questi depliant. O meglio, quasi tutto. In diversi infatti hanno notato che in mezzo ai molti luoghi di pregio inseriti sul volantino, dal Duomo alle Clarisse, manca il Museo della Miniera, che poi costituisce una delle attrazioni con più visitatori in città. «Nessuna dimenticanza - assicurano dall’amministrazione - Questo progetto di informazione è destinato ad ampliarsi».

Queste le parole dell’assessore massetano alla Cultura Marco Paperini, che ha seguito dall’inizio questa iniziativa che ha portato alla realizzazione dei volantini prodotti direttamente dal Comune. Un volantino che contiene percorsi e tappe in senso al centro storico: dalla Fonte dell’Abbondanza a San Cerbone, dal museo Archeologico al palazzo comunale, dal complesso museale alle Clarisse, la Torre del Candeliere, la Fortezza Senese, le Mura, il Parco della Rimembranza, le chiese di San Francesco e di Sant’Agostino. Queste i luoghi di pregio inseriti nel depliant illustrativo: dodici in tutto, arricchiti di descrizione (italiano e inglese) e fotografie. «È un servizio che può essere utile ai turisti, però manca il Museo della Miniera, che è la nostra storia» dicono i massetani.

L’assenza è saltata subito agli occhi di molti, data anche la particolarità di questo museo, risultato della trasformazione di un’antica cava di materiale da costruzione nella quale erano state ricavate tre gallerie utilizzate come rifugio durante la II guerra mondiale. Nel 1980, infatti, le gallerie sono state allestite da minatori che hanno riprodotto in modo realistico l’ambiente interno di una miniera. Una realtà del tutto particolare che da sempre riscuote un discreto successo da parte dei visitatori. «Quindi perché non è rientrato nel volantino?» insistono gli appassionati della struttura. Nessuno errore, nessuna dimenticanza appunto. «Il progetto, come già avevamo concordato con gli operatori, è in espansione - assicura Paperini - In realtà mancano anche altri luoghi d’interesse, come ad esempio il vecchio frantoio. Il budget che avevamo a disposizione l’anno scorso ci permetteva di inserire solo questi dodici punti, ma già dalla prossima pubblicazione ci saranno delle novità, come la passeggiata lungo le mura». Il Museo della Miniera quindi rientrerà nelle prossime pubblicazioni, anche se non si sa ancora quando di preciso. Perché c’è anche un altro motivo per cui non è stato inserito nei primi dodici punti. «In prospettiva futura, c’è la possibilità di collocare il museo in una struttura più vicina al centro rispetto a quella attuale» dice l'assessore.

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