Sicurezza
Gal Far Maremma È Fabrizio Pasquini il nuovo presidente
Dirigente Unicoop, prende il posto di Franco Ulivieri dimessosi per rischio di incompatibilità con la legge Severino
GROSSETO. Fabrizio Pasquini è il nuovo presidente del Gal Far Maremma. Da tempo dirigente Unicoop Tirreno, Pasquini è stato nominato durante l'ultimo cda societario, del quale faceva già parte in rappresentanza della cooperativa, socio storico del Gal.
«Spero di dare un valido contributo alla società che nei prossimi anni dovrà gestire fondi del Psr destinati alle imprese e agli enti del territorio per circa 10 milioni di euro. Il Far Maremma è da sempre un ente che intercetta e "veicola" risorse importanti per il territorio e va quindi visto come un’opportunità nella Provincia di Grosseto».
Un passaggio di consegne, al Far Maremma, ma anche di era, di generazione e del modus operandi di questa società partecipata che interrompe così l'affidamento ad una presidenza “pubblica” (dal 2002 i precedenti presidenti della società provenivano da enti pubblici) per passare al management privato. Una strategia già adottata da altri Gal italiani e toscani, che puntano a figure con esperienze di management professionale nel mondo privatistico, per la presidenza delle società, sottolineando così una volontà di innovazione e sperimentazione gestionale che interrompe di fatto un ciclo di nomine solitamente scelte tra i presidenti delle Comunità Montane, adesso Unioni dei Comuni, dei territori di competenza.
E così è stato con il presidente uscente Franco Ulivieri, ex presidente dell'Unione dei Comuni Amiata Grossetano e dimissionario da circa un mese dal Gal Far Maremma nel silenzio più totale. «Me ne sono andato in punta di piedi - spiega per telefono Ulivieri - per non esporre la società al rischio di avere un presidente che per effetto della legge Severino, potrebbe anche autosospendersi, in un passaggio così delicato come quello attuale della nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020».
Per capire meglio le motivazioni di questa scelta bisogna tornare indietro di un anno, al gennaio 2015, quando Franco Ulivieri viene nominato nuovo presidente del Gal Far Maremma. Questo avveniva pochi mesi dopo che lo stesso Ulivieri lasciasse il suo precedente incarico, come presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano. La legge Severino stabilisce però che il presidente dimissionario da un ente pubblico debba aspettare almeno due anni prima di ricoprire un nuovo incarico dirigenziale per una società partecipata dall’ente che precedentemente dirigeva. Questione che l’ex presidente Ulivieri conferma di aver posto agli altri soci in sede di insediamento, ma c’erano tutti i presupposti a parer suo (e del legale di fiducia) che l'incompatibilità non lo toccasse. Solo recentemente però l'organo di vigilanza interno della società ha voluto chiedere un parere legale sulla vicenda che ha fatto emergere il rischio reale di incompatibilità per effetto proprio della legge Severino.
E sarebbe stato di certo un ostacolo in questo momento per la società che ha di fronte a sé un periodo intenso di lavoro. Si sta avviando infatti per la società consortile, un complesso periodo di programmazione dei fondi europei, ed il Gal sta lavorando alla preparazione della nuova Strategia locale di sviluppo a seguito dell'avviso di selezione regionale, che consentirà di ottenere importanti sostegni economici da destinare al sistema economico e istituzionale del territorio provinciale. Tutto questo arriva dopo una recente procedura di ricapitalizzazione societaria per 250.000 euro, tra i circa 70 soci che ne possiedono varie quote. Cronache di questi mesi le bagarre nei consigli comunali (Massa Marittima, Cinigiano e così via) del territorio dove si è discussa la ricapitalizzazione delle quote del Far Maremma in possesso del Comune, tra sostenitori e contrari.
Tra l'altro è bene ricordare che il Far Maremma non è una partecipata come le altre, perché il sistema di parternariato tra pubblico e privato come il suo è disciplinato da un preciso regolamento comunitario, il Ce 1303/2013, quindi poggia su fonti normative preordinate ai sistemi giuridici nazionali. Comprensibile e forse anche giusto quindi pensare alla stabilità di una società così "articolata", in un momento così delicato che nei prossimi anni dovrà gestire importanti risorse da distribuire sul territorio della provincia di Grosseto, anche se resta il dubbio sul perché non siano stati considerati gli eventuali effetti della legge Severino.
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