Il Tirreno

Grosseto

«Cemento selvaggio», ma tutto è in regola

di Ivana Agostini
«Cemento selvaggio», ma tutto è in regola

Polemiche alla Giannella su una costruzione in corso. Per Soprintendenza e Comune è ok

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GIANNELLA. «Solo un progetto di riqualificazione di una struttura ormai vetusta». Lo spiega il progettista e direttore dei lavori, geometra Alessandro Balocchi, in seguito al polverone che si è alzato sui social in merito ai lavori che si stanno realizzando, da un po’ di tempo, al Bagno Serena in Giannella.

Le polemiche erano iniziate alcune settimane fa quando sui social network erano state postate delle foto in cui si mettevano in evidenza le costruzioni in cemento armato a ridosso della costa e della duna.

In molti avevano gridato allo scempio parlando di cementificazione incontrollata e mancato rispetto dell’ambiente. Alcuni avevano lanciato accuse dicendo che per sistemare lo stabilimento era stata spianata la duna e tagliata la macchia mediterranea.

Il progettista spiega che «si tratta di proprietà privata» e che alcune foto «messe in giro sono state scattate entrando all’interno non solo di un’area di cantiere ma anche in una proprietà privata. Stiamo mettendo a posto uno stabilimento balneare esistente adeguandolo a tutte le norme vigenti. Sarà uno dei pochi esercizi - dice Balocchi - che avrà i servizi e gli accessi per i disabili con una rampa per l’accesso pubblico al mare dei disabili. È un adeguamento della struttura che stiamo realizzando con tutte le autorizzazioni richieste. Anche da un punto di vista dei materiali stiamo usando quelli che ha autorizzato la Soprintendenza. C’è un vincolo idrogeologico e per di più quella è un’area di interesse regionale e nazionale perché a ridosso della laguna, tanto che abbiamo fatto una relazione di incidenza per l’intervento che stiamo realizzando. L’intervento è stato anche valutato - precisa il progettista - da un punto di vista naturalistico. Abbiamo avuto prescrizioni a cui ci stiamo attenendo, come la previsione del passaggio degli animali dalla duna al retroduna».

Si tratta - dice il progettista - di «un intervento su proprietà privata che, per allontanarsi dalla linea costa, ha anche arretrato la costruzione rispetto a dov’era posizionata in precedenza. Non è uno stabilimento in concessione. È una proprietà privata che nonostante il momento economico non proprio favorevole ha voluto investire per dare al territorio una struttura ricettiva adeguata alle esigenze dei clienti, del turismo e soprattutto delle norme». L’intervento rispetta quindi - dice - tutte le prescrizioni e ha ottenuto tutte le autorizzazioni. «Le foto sono state fatte con le costruzioni allo stato grezzo, in fase di realizzazione, senza rivestimenti. Una volta finito l’immagine sarà ovviamente diversa. E comunque abbiamo già ricevuto la visita - conclude il progettista - della polizia municipale, della forestale, della polizia provinciale e della capitaneria di porto». Anche il Comune conferma che ci sono tutti i permessi e il rispetto delle regole.

«Abbiamo verificato dopo le prime segnalazioni fatte da Wwf e Legambiente - dice Mauro Barbini, assessore all’ambiente - e tutto è risultato in regola».

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