Sicurezza
Sotto processo per le trenta persiane in alluminio al residence
Dopo i problemi di carattere amministrativo, di cui hanno parlato le cronache nei mesi scorsi, ecco anche un processo per le trenta persiane in alluminio installate al residence “La Fenice” tra corso...
Dopo i problemi di carattere amministrativo, di cui hanno parlato le cronache nei mesi scorsi, ecco anche un processo per le trenta persiane in alluminio installate al residence “La Fenice” tra corso Diaz e piazza XXIV Maggio, a Massa Marittima. Sono imputati Luigi Mansi, in qualità di proprietario e committente dei lavori, e Rossano Cappelli, amministratore unico della Cappelli sas società esecutrice dei lavori. L’accusa è quella di aver installato abusivamente le persiane in alluminio - effetto legno - in contrasto con quanto previsto dal Regolamento urbanistico del Comune di Massa Marittima, che per quella zona (zona A) prevede l’installazione di infissi in legno. Una violazione del regolamento alla quale si accompagna, sempre secondo l’imputazione, anche alla mancanza dell’autorizzazione paesaggistica che sarebbe necessaria perché quell’area è dichiarata di notevole interesse pubblico con decreto ministeriale del 1958. I fatti relativi alla struttura ricettiva, ricavata in una villa ottocentesca in centro, erano stati accertati nel luglio dello scorso anno.
La prima udienza del procedimento penale chiesto dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro si è tenuta ieri mattina davanti al giudice Giovanni Muscogiuri, che ha rinviato il processo al dicembre del prossimo anno per l’inizio del dibattimento. Difesa Bastianini, Burgassi e Benvenuti. Pm onorario Bonasera.
A parte il dibattito politico (la lista Massa Comune era intervenuta con veemenza sul caso), la questione era stata oggetto di un intervento della polizia municipale e degli uffici comunali preposti.
Il Comune, rilevata la presunta irregolarità anche dopo la relazione del tecnico incaricato dalla società, aveva ordinato la rimozione degli infissi contestati. La Fenice si era però opposta e aveva impugnato l’ordinanza davanti al Tar: i giudici fiorentini avevano accolto all’inizio dell’anno la richiesta di sospensiva avanzata da Mansi, ritenendo che «l'esecuzione del provvedimento impugnato (dalla proprietà) potrebbe arrecare al ricorrente un pregiudizio grave e non facilmente riparabile». Nel merito la questione non è ancora stata discussa: l’udienza al Tar è stata fissata per novembre. (p.s.)
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