Il dolore
Sconti anticrisi e tante idee Così Roberto sfida e riparte
GROSSETO. Sta cercando di “surfare” sulle onde della crisi e dei venti del commercio il Punto Interrogativo, altra storica attività commerciale di Grosseto, aperto nel 1972 in via Garibaldi e che ha...
GROSSETO. Sta cercando di “surfare” sulle onde della crisi e dei venti del commercio il Punto Interrogativo, altra storica attività commerciale di Grosseto, aperto nel 1972 in via Garibaldi e che ha visto in questi mesi un cambio di gestione.
L’attività è aperta. E il nuovo titolare, Roberto Bellumori, idraulico di 35 anni («li finirò ad agosto»), a inizio anno ha rilevato l’attività dal precedente gestore che aveva concluso a fine 2015.
La successione è stata immediata, racconta Roberto. «Dopo che l’ex titolare se n’è andato ho rilevato subito il tutto dal 1° gennaio cercando di dargli continuità, anche se poi ho tenuto il negozio chiuso per un mese, il minimo indispensabile, per ristrutturare i locali». Il Punto interrogativo è stato riaperto a febbraio, in gran parte rinnovato, col pavimento rifatto e nuovi colori. La merce è totalmente nuova e soo tante le idee per sviluppare il negozio. Ma niente è facile. «Parecchie persone hanno pensato che fossi chiuso ma non era vero: era solo cambiata gestione». Ma l’economia è strana. E a volte basta poco; un minimo ritardo e interruzione, per cambiare marcia in peggio.
«Dico la verità: non è facile. Sono in difficoltà e non ho ancora i guadagni che mi possono permettere di stare tranquillo, anzi. Il pericolo reale è che, se non decollo, io debba chiudere il negozio dopo pochi mesi che l’ho preso in gestione, cosa che non vorrei davvero. Ho voluto investire in questo negozio perché ci ho creduto, perché era storico, e perché mi piaceva l’idea di portare avanti un’attività conosciuta e ben avviata. Credevo che il negozio potesse funzionare con la stessa formula, arricchita di cose in più che ho proposto io. Invece mi sono trovato di fronte a mille difficoltà, dopo un solo mese di stop». Per scacciare i fantasmi della chiusura, Roberto si è inventato un pacchetto di sconti: 20% su tutti gli articoli da regalo. Borse, tazze, portachiavi etc. Ha arricchito l’offerta con molte altre cose (grafica, magliette, buste personalizzate). E sta meditando di dare una marcia in più al negozio. «L’idea sarebbe quella di fare un piccolo bar-caffetteria con servizio di mini ristoro per i giovani». (el. gi.)
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