Il Tirreno

Grosseto

La Prefettura conferma «Via le facce dei candidati»

di Gabriele Baldanzi
 La Prefettura conferma «Via le facce dei candidati»

Dopo un consulto con il ministero, arriva la circolare che obbliga a rimuovere le immagini Da oggi chi sgarra potrà essere multato dai vigili. Tollerate solo le bandiere sui gazebo

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GROSSETO. La gigantografia del volto sorridente di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sulla facciata della palazzina sede del comitato elettorale di Viva Grosseto, in via Aurelia Nord, va rimossa. Così come il rassicurante Lorenzo Mascagni in bicicletta che faceva bella mostra fuori dal quartier generale del centrosinistra, in via Oberdan. Andranno cancellati anche i simboli dei partiti sulle porte e sulle vetrine. Scollate le vetrofanie con gli slogan elettorali. Mascagni e Massimo Ceciarini già ieri sera si sono messi in regola oscurando le proprie sedi.

Ieri a metà pomeriggio la dirigente della Prefettura Maria Paola Corritore ha firmato una circolare che interpreta e chiarisce le due leggi (datate e spesso non applicate) sulla propagando elettorale nel mese prima delle elezioni, vale a dire la 212 del 1956 e la 130 del 1975.

Si tratta della risposta a una nota del comando della Municipale di due giorni fa, che la Prefettura ha girato al ministero dell’Interno. A stretto giro di posta sono arrivate le risposte.

La nota, a firma Corritore, precisa «il divieto di ogni forma di propaganda fissa, salvo le insegne, le bandiere e i giornali di partito nelle bacheche delle sedi di partito o di comitato». Poi arrivano le spiegazioni di dettaglio: «le paline sono vietate, il pannello monofacciale è consentito, perché è di fatto l’insegna del comitato, sempre purché autorizzato prima del 45º giorno. Sono vietati anche i manifesti nelle adiacenze dei comitati o interni ad esse, se visibili dalla pubblica via». E ancora «sono contravvenzionabili i simboli e i manifesti fuori dagli spazi assegnati. Tollerate invece le bandiere sui gazebo, per segnalarne la provenienza politica, ma i gazebo non devono riportare alcuna affissione all’esterno o all’interno».

Cosa cambia è presto detto. In centro i gazebo sono adesso bianchi, spogli. Solo una bandiera fuori. Le paline del Pd (studiate apposta per evidenziare i luoghi di distribuzione dei volantini) escono di scena dopo un paio di giorni di uso. Le vetrofanie già rimosse tutte.

L’obbligo riguarda soprattutto le sedi dei candidati sindaco e dei partiti. Queste disposizioni, di fatto, sono vigenti dal 6 maggio. Già da questo fine settimana, chiarito l’arcano, scatteranno le sanzioni della Municipale. Tutto era partito da un esposto-quesito presentato in Comune da alcuni militanti di Insieme a Sinistra. In effetti qualche ragione ce l’avevano.

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