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Alice, una grossetana dietro il trionfo di "Callback" a Malaga
Il viaggio in California, le riprese a New York: Bocchi racconta come è nato uno dei film più acclamati del momento
GROSSETO. Un trionfo al 19º Festival di Malaga del cinema spagnolo per “Callback”. Il film ha fatto centro per ben tre volte con la migliore regia a Carles Torras, miglior attore per Martìn Bacigalupo e miglior sceneggiatura alla coppia Carles Torras e Martìn Bagicalupo. E proprio in questa pellicola a cui è andato l’importante riconoscimento spagnolo, la Biznaga d’Oro, c’è qualcosa che profuma di Maremma.
Non è infatti trascurabile il fatto che la compagna del regista spagnolo sia una grossetana, Alice Bocchi, che ha visto nascere l’ultimo lavoro del suo compagno durante un viaggio fatto insieme negli Stati Uniti.
«Era settembre del 2014 – racconta Alice – quando siamo atterrati negli Stati Uniti per poi attraversare la California».
Un viaggio come tanti altri, ma diventato poi la fonte di ispirazione per l’ultimo e coraggioso lungometraggio di Torras. Dopo quel meraviglioso e toccante viaggio, lungo le contraddizioni del sogno americano, Carles torna con la compagna Alice a Barcellona, dove vive e lavora per dedicarsi subito alla realizzazione del suo quarto lungometraggio. «Verso marzo del 2015 – prosegue Alice – Carlos è partito nuovamente per New York dove si è incontrato con l’attore di teatro Martìn Bacigalupo (cileno), divenuto poi cosceneggiatore, oltre che attore protagonista, di “Callback”».
Il film è stato girato a New York tra settembre e ottobre dello scorso anno e Alice ricorda tutti gli sforzi e le peripezie di quel viaggio straordinario.
«Partiti solo in sette da Barcellona, siamo arrivati a New York per fine estate. Lì abbiamo raggiunto Martìn e alcuni tecnici del suono con i quali è stato girato il film in sole sei settimane», spiega.
Durante queste settimane a New York Alice ha fatto di tutto. E lo racconta con entusiasmo: «Ho seguito i costumi e le scelte scenografiche soprattutto quelle artistiche, quindi quadri, mobilia e tutti gli oggetti utili per le riprese. In più mi sono resa disponibile per qualsiasi altro servizio di natura tecnica».
Chissà se alla fine sente anche un po’ suo il lavoro del compagno. «Non voglio meriti che non mi spettano – risponde lei con fermezza –: questo è il film di Carles e Martìn. Per quel che mi riguarda mi sento davvero privilegiata di aver vissuto tutti i momenti della vita di questo film. Il mio contributo dato mi riempie di orgoglio, proprio adesso che stanno arrivando i premi, ma anche e soprattutto nei momenti in cui si è lavorato duro».
Più che modesta, Alice oggi vive e lavora tra Roma e Barcellona. Nella capitale catalana ha frequentato due diverse accademie di teatro, mentre a Roma e in Italia collabora da anni per il Festival del Cinema spagnolo.
E adesso che sono arrivati i premi per il lavoro del compagno, un pizzico di soddisfazione – personale – trapela dai suoi racconti di quell’esperienza che ha portato ad una delle pellicole più discusse del momento, “Callback”. Un thriller psicologico coraggioso e scomodo, così è stato fin da subito definito il film, dopo il trionfo di Malaga.
Totalmente autoprodotta (Zabriskie films), l’ultima pellicola di Carles mostra un’America che non ci si aspetta, diversa, la cui fotografia emerge nel ritratto di un outsider di quel Paese.
Presto la pellicola arriverà forse anche in Italia e Grosseto potrebbe essere una delle piazze papabili per una visione in anteprima, se non nazionale. Poi il pubblico si accontenterà di quella almeno provinciale.
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