Il Tirreno

Grosseto

Ville per russi al posto delle vecchie torri

di Andrea Capitani
Ville per russi al posto delle vecchie torri

«Troppo brutti». Un coro unanime boccia i fabbricati minerari di Terrarossa, che saranno demoliti per far posto alle case

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MONTE ARGENTARIO. Tutti d’accordo: «Le torri delle miniere a Terrarossa sono brutte, vanno demolite». Dai cittadini al sindaco, dalla Soprintendenza di Siena fino alla proprietà stessa, il coro è unanime. Al loro posto, se tutto andrà come previsto dalla società che ne detiene il possesso (Sas Il Gabbiano Verde di Roma), sorgeranno tre ville che, in seguito, saranno poi vendute ad altrettante famiglie russe.

Un progetto ambizioso e che non vedrà la sua attuazione in tempi brevissimi. Prima c’è da demolire. Le due torri sono un cazzotto nell’occhio per la vista, in una zona ad ampia valenza paesaggistica a cavallo tra la laguna di Orbetello e il Monte Argentario. Sorgono su un terreno di circa 150 mila metri quadri, dove negli anni 60 iniziò un’attività mineraria di estrazione della pirite che, in seguito alle verifiche effettuate, si rivelò di non buona fattura, tanto da causare la dismissione dell’attività. Una di queste torri, tra l’altro, non fu mai messa in funzione, mentre l’altra operò per pochi mesi. Servivano per le operazioni legate alla miniera. Insomma, un progetto fallito quasi sul nascere, mentre queste costruzioni sono rimaste in piedi finora. Chi transita in quella zona, come il residente James Valeri (newyorkese trapiantato all’Argentario), non può non notarle e, quindi, lancia una proposta.

«Bisogna intervenire e fare qualcosa - dice - Educare soprattutto le nuove generazioni e far capire che il patrimonio più prezioso è il territorio con la sua natura, che va preservata e tutelata. Il Monte Argentario non può ospitare delle grosse costruzioni di cemento che non sono armoniche con il paesaggio. Io spero che si possa fare qualcosa per abbatterle; se questo non sarà possibile, allora propongo di rivalutare lo spazio e usarlo per uno scopo socialmente utile, come creare un centro culturale (per i giovani, anziani, persone con handicap, tossico dipendenti in recupero, oppure sport, arte, cultura, corsi di giardinaggio, scritture, lettura). E, magari, la sera darlo in gestione per un locale da ballo e ristoro che possa incentivare il turismo e l’impiego locale. Il panorama da quelle torri è notevole».

Anche per il sindaco Arturo Cerulli quelle costruzioni non sono un bello spettacolo per il territorio. «Dal punto di vista dell’immagine quella zona sarebbe da riqualificare - propone il primo cittadino - Quindi la proprietà dovrebbe avere il permesso di poterci fare qualche altra cosa. È importante che il Comune gli vada incontro per cercare di sistemare in maniera alternativa quella volumetria. Nella revisione del regolamento urbanistico, per 90 giorni è aperto un bando di idee con uno studio di architettura, sono sicuro che anche questo discorso sarà portato alla nostra attenzione. Meglio una villa che delle torri che non sono storiche, non c’è una grande cultura mineraria».

Ecco, quindi, che la proprietà si muove. «Anche la Soprintendenza di Siena ha detto che le torri sono brutte e vanno abbattute - spiega Roberto Bertuzzi della Sas il Gabbiano Verde, società titolare dell’area - Quindi vogliamo riqualificare l’area, togliere la vecchia pirite e costruire tre ville e venderle a dei clienti russi, che portano gente e soldi all’Argentario. Sono tre grandi famiglie, loro voglio acquistare case di almeno 800-1000 metri quadri. Delle ville del genere hanno un’altezza massima di 7 metri (2 piani) mentre le torri sono alte 42, quindi da nessuna parte si vedrà più nulla. Noi aspettiamo che il Comune accetti la domanda, che stiamo preparando e faremo a breve, per trasformare la cubatura esistente. Poi siamo disponibili a dare dei terreni al Comune per fare delle opere pubbliche e a realizzare un eliporto, come ci aveva chiesto in passato anche la signora Agnelli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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