Sicurezza
Sette posti in meno alla scuola materna: i genitori protestano
In 300 hanno inviato una petizione al Comune. «Il paese non può permettersi una perdita come questa»
ISTIA D’OMBRONE. Sette posti in meno all'asilo in una comunità come quella di Istia d'Ombrone possono essere davvero un grosso problema per le famiglie. Ed è proprio un gruppo di genitori della frazione a rendere pubblica la vicenda della scuola dell'infanzia "Il Folletto" gestita dall'istituzione Iside e ospitata dal 2011 in alcuni locali accanto alla chiesa di San Sebastiano di proprietà della parrocchia.
«Abbiamo scoperto - dicono Francesca e Riccardo in rappresentanza degli altri genitori della frazione - che dal prossimo anno l'asilo non avrà più la capienza di 25 posti ma solo di 18 posti sulla base di una relazione tecnica dell'Asl a seguito di un sopralluogo nella struttura». E siccome i bambini frequentanti sono già molti in pratica con questa nuova disposizione i posti liberi su Istia per il prossimo anno educativo 2016/2017 sarebbero in definitiva solo due. «Abbiamo avuto uno scambio di mail con l'assessore all'istruzione Giovanna Stellini - dice Francesca - ma ci siamo confrontatti anche con la Asl per avere spiegazioni. Tutto sembra legato a una diversa interpretazione dello stesso decreto ministeriale del 1975 che disciplina le caratteristiche che deve avere un asilo e stabilisce per esempio il rapporto tra numero di bambini e superficie della struttura. Tra l'altro lo stesso parroco si era detto disponibile a mettere a disposizione del Comune dei locali in più per salvaguardare il numero dei posti ma non è stato neanche contattato. A questo punto vorremmo che venisse fatto un incontro allargato a tutte le parti coinvolte (Comune di Grosseto, istituzione Iside, Asl, parrocchia e noi genitori come utenti del servizio) per capire come stanno le cose e trovare tutti insieme una soluzione per i nostri figli e per il paese che non può permettersi di perdere questi posti».
La vicenda della riduzione dei posti alla scuola dell'infanzia ha mobilitato tutta Istia: sono state raccolte trecento firme e la petizione è stata inviata a metà aprile al sindaco. «Quelle firme sono state ignorate - lamenta Riccardo - eppure siamo molto preoccupati. Il paese con le campagne intorno ha bisogno di quei posti all’asilo. Tra l'altro siamo una realtà in crescita: basta pensare che ora ci sono due farmacie a Istia. Non ha senso quindi ridurre i servizi. Conosco situazioni limite come il caso di una famiglia che dovrà portare una figlia a Istia e la sorella all’asilo a Grosseto. Facciamo tanto per cercare di mantenere il paese vivo ma se poi si riducono servizi essenziali come la scuola dell'infanzia i nostri sforzi sono vani».
Dal Comune assicurano però massima attenzione su questa vicenda fin da quando è cominciata. «Ho già scritto alla Asl per avere un nuovo incontro per la prossima settimana - dice l'assessore Stellini - così da verificare se ci sono i margini per risolvere la situazione, magari con un diverso allestimento degli spazi. L'ipotesi di aggiungere dei locali grazie alla disponibilità della parrocchia è stata presa in considerazione ma poi scartata dalla stessa Asl perché non sarebbe sufficiente per risolvere il problema».
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