Il dolore
Graduatoria ambulanti Ricorso contro il Comune
Scarlino: escluso dal bando, un commerciante si rivolge al proprio legale «I punteggi assegnati alle ditte non sono in linea con le leggi in vigore»
Non è certo la prima volta che dà battaglia ai Comuni. Di recente è toccato a quello di Castiglione della Pescaia, costretto a tornare sui propri passi da una sentenza del Tar lasciando Salvatore Benigno libero di poter vendere con i suoi carretti automatici granite e gelati lungo le spiagge. Ora invece è la volta del Comune di Scarlino, che nei giorni scorsi ha sancito la graduatoria con cui verranno consegnati i nulla osta per il commercio itinerante sul litorale che dal confine con Follonica arriva al Puntone: erano quattro i posti a disposizione degli ambulanti e Benigno è arrivato quinto, rimanendo escluso.
Lui però denuncia irregolarità e dopo non aver avuto soddisfazione dalle lettere inviate in municipio, ora è pronto a tornare al Tar. «Ho già dato mandato ai miei legali di impugnare la graduatoria del Comune di Scarlino» spiega Benigno, titolare dell'omonima ditta. Quello che finirà così sui banchi del Tar è l'esito della commissione che ha valutato le varie richieste di commercio itinerante sulle spiagge fatte arrivare in Comune dopo la pubblicazione del rilascio di quattro nulla osta. «I punteggi assegnati alle ditte non sono in linea con le leggi in vigore» spiega Benigno. Sono due i punti che contesta l'ambulante. Primo di tutti: la questione dell'anzianità. Il bando infatti prevede l'assegnazione di un determinato punteggio per la graduatoria a quelle ditte che da maggior tempo operano sull'arenile scarlinese. «Ma questo criterio va contro la normativa - spiega Benigno - La legge dice infatti che l'anzianità deve valere su tutto il territorio nazionale e non soltanto per quella in un unico Comune. È lo stesso motivo per cui abbiamo impugnato la graduatoria a Castiglione e il tribunale ci ha dato ragione».
La ditta Benigno Salvatore infatti non ha mai venduto un solo ghiacciolo sulle spiagge scarlinesi: anni fa ne aveva fatto richiesta, ma fu respinta perché presentata fuori tempo massimo. Però è dal 2008 che lavora sulle coste toscane, da Castiglione fino a Rosignano passando per Piombino.
Il secondo aspetto che l'ambulante contesta alla commissione scarlinese è «un illecito sdoppiamento di punti» tra due ditte che hanno invece ottenuto il nulla osta: rispettivamente la seconda e la quarta classificata. Il fatto è chiaro, spiega, con la prima che ha ceduto un ramo di azienda alla seconda. Per la precisione, ha venduto alla ditta che poi è arrivata quarta una fetta delle attività che fanno riferimento a delle autorizzazioni rilasciate nel 2001. «Tu non puoi conteggiare una autorizzazione su due partite Iva distinte - spiega Benigno - contando poi che la legge prevede, in caso di vendita di un ramo di azienda, l'astensione della ditta che ha venduto per cinque anni».
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