La manifestazione
Geotermia, scontro in consiglio comunale
Arcidosso, la maggioranza ritira la proposta di una commissione formata anche da assessori: la minoranza non ci sta
ARCIDOSSO. Consiglio comunale monografico sulla geotermia, ad Arcidosso, mercoledì sera, con una sola spigolatura sulla fusione dei Comuni alla quale anche il sindaco Jacopo Marini forse comincia a guardare con occhio più favorevole.
Gli argomenti: la regolamentazione della commissione consiliare permanente su ambiente e geotermia e di seguito, poi, mozioni e interrogazioni proposte dalla minoranza di Pier Paolo Camporesi, Guendalina Amati, Corrado Lazzeroni e Andrea Pallai sui fermi Amis e blocchi delle centrali Bagnore 3, Bagnore 4 e Bagnore binario; ipotesi del premier Renzi di raddoppiare la geotermia in Amiata; le dichiarazioni dell’architetto Fabio Zita e la richiesta di intervento Arpat sull’area geotermica di Bagnore.
Il primo scontro è sulla proposta di commissione consiliare permanente che alla fine è stata ritirata dalla maggioranza. Il sindaco, infatti, l’aveva presentata dettagliatamente con quattro membri riservati alla maggioranza e due all’opposizione e con funzioni di monitoraggio per le questioni ambientali e energetiche, col coinvolgimento di scienziati di chiara fama e della Normale di Pisa.
La minoranza, però, non c’è stata e ha ribadito che la commissione doveva essere consiliare e non «di giunta» e che anche la minoranza pretendeva di scegliere i propri scienziati. «Ritirate il punto e ridiscutiamone, perché in questo modo il nostro voto sarà contrario», hanno detto quelli di Insieme per Arcidosso. E alla fine il punto è stato ritirato.
Approvata all’unanimità, invece, la mozione illustrata da Corrado Lazzeroni sui fermi Amis e i blocchi di Bagnore. In ogni passaggio, per la minoranza, emergeva la preoccupazione per la nocività delle emissioni in specie in caso di fermi e blocchi e dall’altro, da parte del sindaco, la convinzione che tutto sia controllato e monitorato. «Se Arpat fornisce dati rassicuranti – ha detto – come non tenerne conto?».
Il sindaco ha cercato di dare ai presenti la fiducia nella assoluta certezza dei dati che sono ben al sotto dei limiti imposti e la spinta a ritrovare un clima di coesione sociale: «Dal 2007 la questione geotermia ha cambiato impostazione – ha detto – grazie anche alla presenza in regione dell’assessore Annarita Bramerini ed è grazie a lei che la geotermia ha cominciato a essere vista in altro modo e gli studi hanno iniziato a farsi seri e pressanti. Adesso si deve andare avanti anche perché si è trovato un punto di equilibrio. E nemmeno si può dire chiudiamo le centrali, perché Enel green power ha tutte le carte in regola».
E poi: «Se venisse fuori qualcosa che non va nelle centrali di Bagnore 3 e 4, mi incateno al cancello di Enel per protesta. Ma finché i dati che mi forniscono sono confortanti, ne prendo atto con fiducia».
E anche sulle interrogazioni sulla vicenda Zita e sulle esternazioni di Renzi, Marini ha tirato dritto: «Sull’ipotizzato raddoppio della geotermia in Amiata – ha detto – non sono d'accordo e di certo il premier si sarà fatto trasportare dall’entusiasmo di essere in Nevada». E su Zita, leggendo alcune righe a lui scritte dall’assessore Bramerini, ha puntualizzato: «Il primo parere di Ars era per metà positivo e il secondo positivo. E Zita che aveva fatto a Ars una domanda inusuale, si è ricordato della cosa dopo quattro anni?».
Soddisfazione della minoranza in chiusura consiliare: «Il sindaco ha detto – spiega Corrado Lazzeroni – che l’Unione non funziona, dandoci ragione, e che forse è il momento di ripensare il quadro generale, ipotesi di fusioni comprese».
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