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Cartelle ritardatarie, possibile uno “sconto”

Cartelle ritardatarie, possibile uno “sconto”

Il sindaco Giuntini: «In corso le verifiche, ma chi è moroso cronico non avrà diritto a niente»

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MASSA MARITTIMA. L'idea è quella di scalare dalla cartella Tari di novembre l'addebito di spesa di notifica che i massetani di sono visti recapitare in questi giorni insieme a delle bollette Tarsu con quasi due anni di ritardo. Perché sì, in molti casi c'è stato un errore nella gestione del servizio; ma il rischio è capire chi in effetti è vittima di un piccolo pasticcio e chi invece è un moroso cronico, a cui invece il Comune non vuole rimborsare un bel niente.

«Stiamo studiando una soluzione» dice il sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, annunciando che quando sarà stabilito un metodo preciso per riparare il disguido verrà immediatamente reso pubblico. Ha fatto molto discutere questa ondata di bollette del 2014 relative al servizio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (allora era la Tarsu, oggi è la Tari), su cui i contribuenti massetani sono stati chiamati a pagare l'addebito di spesa di notifica. Un ritardo di quasi due anni dovuto, spiegano dall'amministrazione, alla ditta che allora si occupava di consegnare le cartelle direttamente a casa dei cittadini: fu la prima volta che il Comune decise di affidarsi ad una ditta e non alle classiche Poste, ma il debutto non è andato benissimo, dato che molte bollette non furono poi recapitate. E se già dall'anno successivo la ditta è stata sostituita da un'altra specializzata, gli uffici del municipio hanno continuato a controllare tutti i pagamenti non effettuati negli anni precedenti.

Arriviamo così ai giorni nostri, in cui è arrivata l'ondata di cartelle ritardatarie. L'amministrazione dice di essere pronta a scalare le spese della notifica dalla prossima bolletta Tari, rimediando al disguido, ma prima deve accertare quanti sono realmente i contribuenti coinvolti e quanti invece sono i morosi. Una ricerca che sta portando avanti con la comparazione dei ritardi nei pagamenti nelle diverse annualità. Per intendersi: nel 2015 sono stati fatti i controlli sul 2013 ed è venuto fuori che su undicimila cartelle inviate ai contribuenti in settecento non hai mai saldato il pagamento. E questi sono i morosi. Quando poi gli uffici sono arrivati a controllare il 2014, l'anno del pasticcio, i mancati pagamenti sono stati mille e cento su undicimila. Una differenza quindi di quattrocento cartelle rispetto al 2013 e secondo l'amministrazione queste sono le cartelle inviate in ritardo.

«Ci sono dei morosi cronici - spiega il sindaco - che ogni anno non pagano le imposte comunali o quanto meno non le pagano interamente». Le verifiche in ogni caso sono in corso e il metodo su come rimediare è ancora al vaglio. «Per la diminuzione sulla prossima bolletta servirà la richiesta del cittadino - conclude Giuntini - Chi deve pagare per i danni causati dalla ditta è chiaro che verrà rimborsato, mentre chi è moroso cronico non avrà diritto a niente». (a.f.)

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