Il dolore
«Sindaco inopportuno: fa campagna elettorale»
I genitori dei bambini contestano la costituzione di parte civile del Comune Polemica sulle modalità di supporto psicologico riservato ai piccolini
GROSSETO. Il Comune ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro le maestre dell’asilo accusate di maltrattamenti. Ma i genitori dei bambini che frequentavano la struttura e che si sono rivolti all’avvocato Alessandro Antichi, insorgono: «Il sindaco non ne ha diritto - dicono - Questa vicenda non deve essere cavalcata a scopi elettorali anche perché all’inizio di questa brutta vicenda era stato Bonifazi stesso a sollevarsi da ogni responsabilità».
I bambini che frequentavano la struttura finita al centro dell’inchiesta della Procura di Grosseto, sono 32. E i loro genitori hanno chiesto al Comune di fornire ai piccoli e alle famiglie un supporto psicologico. «Se non fosse stato per la nostra caparbietà e per la nostra insistenza - dicono - soprattutto con l’assessore Giovanna Stellini, non avremmo ottenuto questa attenzione. Dal Comune abbiamo avuto soltanto un foglio di carta con la lista degli asili ai quali potevamo rivolgerci per inserire i nostri bambini dopo che la struttura ha chiuso».
L’altra questione sollevata dai genitori dei bambini che si sono rivolti all’avvocato Antichi (in totale lo studio legale segue 26 famiglie), è quella sull’affiancamento psicologico dei piccoli.
Il Comune ha infatti incaricato alcuni professionisti che seguono le vittime dei presunti abusi all’asilo. «Dovrebbero occuparsi dei nostri figli nelle strutture dove sono stati ricollocati - dicono - ma il tempo di osservazione che è stato proposto è, secondo noi, troppo breve: sono stati previsti tre incontri e siamo già a maggio, tra poco la scuola chiuderà. Oggi poi il Comune ha organizzato un convegno su questa vicenda e ci chiediamo il perché di questa pubblicità».
Intanto, sul fronte giudiziario, le indagini della Procura stanno viaggiando velocemente. «Credo che non manchi molto alla chiusura delle indagini - dice l’avvocato Alessandro Antichi - Quello che però devo sottolineare è stato il totale disinteresse da parte della società circa i problemi che sono stati accennati, come quello di trovare soluzioni alternative per i bimbi dopo la chiusura della struttura». A fine aprile l’avvocato Antichi ha inviato una diffida alla società per la richiesta di risarcimento del danno conseguente. «Nessuno si è fatto avanti, anzi la scuola materna che non è coinvolta nell’inchiesta - aggiunge - è stata chiusa. I genitori non sono stati avvertiti se non da un cartello affisso al cancello. Non c’è stata una benevola predisposizione nei confronti delle famiglie».
Ma è sul capitolo assistenza psicologica che i genitori dei bambini insistono. Solo tre gli incontri previsti, uno dei quali è stata un’assemblea che si è svolta la scorsa settimana. «Due psicologi - dicono ancora i genitori - ci hanno incontrati in assemblea e due giorni fa abbiamo partecipato a un colloquio a coppia di circa un’ora e mezzo. Gli orari che riguardano invece la fase di monitoraggio dei bambini non è chiara. Un gruppo di 16 sarà seguito per 8 ore e sono quelli che frequentano lo stesso asilo. E gli altri? E quelli che i genitori hanno deciso di tenere a casa?».
Eppure, quei bambini hanno bisogno di essere seguiti. «Non ci eravamo resi conto di niente - dice una mamma - Il mio bambino era strano, non dormiva la notte e faceva le bizze in continuazione. Ma io davo la colpa ad altre cose, al fatto che avesse degli incubi o che fosse viziato da tutta la famiglia. Di questo supporto, noi, ne abbiamo davvero bisogno».
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