Sicurezza
Posti al mercato coperto C’è il bando di gara
Si assegnano 11 posti in attesa che il Tar si pronunci sullo “sfratto” ai Ciampoli Alessandri (Cna): «Una situazione kafkiana che deve risolvere la politica»
GROSSETO. Il bando finalmente è stato pubblicato e 11 posti del mercato coperto potranno essere assegnati a chi ne farà richiesta. Tra questi ci sarà anche la società dei fratelli Ciampoli, che potrà così regolare la propria posizione, nonostante la sua attività, quella di vendita del pesce fresco, un posto ce l’aveva già: il numero 2. Dopo la malattia dei due soci e nonostante la produzione dei certificati medici però, il Comune ha deciso di far decadere i titoli per l’occupazione del banco e ora il contenzioso è finito al Tar prima e al Consiglio di Stato poi che ha dato ragione ad Adolfo Ciampoli e a suo fratello.
Soltanto il banco numero 2, si legge nel bando, sarà escluso dall’assegnazione, perché c’è tutt’ora un procedimento in corso relativo al ricorso al Tar. La società dei fratelli Ciampoli quindi parteciperà alla gara e, nel caso in cui gli venga assegnato un posto, chiederà poi il cambio con quello già attrezzato e occupato dalla pescheria fino a ora.
Una situazione, quella che si è creata nello spazio di via dei Lavatoi che ha mandato su tutte le furie anche Renzo Alessandri, direttore di Cna. «Il contenzioso che ha contrapposto la ditta dei Fratelli Ciampoli al Comune di Grosseto sollecita un paio di considerazioni: sulle incomprensioni che caratterizzano il rapporto tra Pubblica amministrazione e imprese e conseguentemente il rapporto tra queste, la politica e le modalità di gestione della cosa pubblica. In una parola la qualità dei rapporti tra la politica e imprese».
Secondo Alessandri è eloquente proprio il merito della questione è di per sé eloquente.
«Le assenze rappresentavano uno stato di necessità che confligge, però, con quanto disposto dalla direttiva Bolkenstein (e dalla legge regionale che a tale direttiva si è già adeguata) - aggiunge Alessandri - Chi ha dato vita ad una società di capitali, nel modo di vedere dell’Unione europea, è autorizzato a star male ma non ad ammalarsi. Definire kafkiana la situazione descritta non è certo esagerato». Per Alessandri, i funzionari hanno fatto il loro lavoro applicando la legge. «Ma la politica si è rifugiata in una valutazione di tipo esclusivamente legittimistico, - dice - così viene palesemente meno al ruolo di indirizzo e di governo dei processi che gli elettori gli hanno affidato».
La soluzione proposta da Cna è il bando, che finalmente è stato pubblicato.
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