Il Tirreno

Grosseto

La Maremma attrae più vacanzieri esteri

di Giovanna Mezzana
La Maremma attrae più vacanzieri esteri

Crescono del 40% e spendono in cibo un terzo del loro budget

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GROSSETO. È un giovedì qualunque di inizio maggio e ai tavoli di un ristorantino che si apre sulle Mura del borgo di Capalbio non senti una parola di italiano: si parla tedesco, soprattutto, e inglese. I vacanzieri arrivano dall’estero più di prima: e non solo nella Piccola Atene. Tra le colline metallifere, Grosseto-città e l’Amiata, la Laguna e la Feniglia, il mare dell’Argentario fino all’estremo lembo a sud, nel 2015 è approdato il 38,1% di turisti stranieri in più rispetto al 2014; negli ultimi dodici mesi sono stati ben 261.000 i turisti esteri che hanno scelto la Maremma per le loro vacanze. La fonte è autorevole: è Banca d’Italia, che monitora i flussi turistici del Belpaese mediante il suo Ont, Osservatorio nazionale del Turismo.

Dal 2011. Il 2015 non è stata un’eccezione. C’è un trend di crescita dei visitatori stranieri in Maremma che suggerisce che si tratti di un fenomeno: sono aumentati del 25,5%, sempre secondo Banca d’Italia, dal 2011 al 2015. Si fermano in media sette giorni e mezzo, più di quanto si intrattengano mediamente in Toscana.

Spendono di più. Consumano anche più di prima: nel 2015 è stata di 140 milioni di euro – il 25% in più rispetto al 2014 e il 9,8% in più dal 2011 – la spesa dei visitatori esteri che sono stati in Maremma. Altri dettagli interessanti, in vacanza gli stranieri (a dire la verità, anche gli italiani) spendono per l’enogastronomia un terzo del budget a disposizione: si legge in un’indagine di Coldiretti; e i visitatori che arrivano in Maremma non fanno eccezione, anzi, qui trovano, più che altrove, pane per i loro denti.

A tutto food. «Ben due stranieri su tre menzionano il cibo tra le principali motivazioni del proprio viaggio in Italia – è quanto dettaglia il sito web di Bit.2016, la Borsa internazionale del Turismo – ma anche per gli italiani l’enogastronomia ha un ruolo importante nella vacanza: per più di un italiano su tre il successo di quest’ultima dipende dal cibo e dalla degustazione di prodotti tipici locali. Come evidenza Coldiretti, il cibo è considerato l’ingrediente più importante della vacanza, più essenziale di altri aspetti come visite culturali e shopping».

Le chance. La Maremma ha tutte le carte in regola per giocarsi bene questa partita. Pensiamo a quanto deve essere attraente per un turista tedesco l’idea di visitare un’azienda agricola di Alberese o Capalbio, degustare formaggi e salumi doc e poi passare allo spaccio agricolo per portarsi a Berlino quei sapori.

“Noi con gusto”. Ci si può muovere in tante direzioni, non si parte da zero e ogni giorno si registra un passo in avanti. Pensiamo – ed è solo un esempio, l’ultimo, temporalmente parlando – a “Noi con gusto”, il progetto di due chef toscani dell’Alleanza dei cuochi di Slow Food che è appena andato al battesimo del fuoco. Con una gran kermesse culinaria, venerdì 6 maggio, è stato inaugurato ad Albinia un ristorante in cui saranno cucinati piatti e servite pietanze quasi esclusivamente a base dei prodotti locali tutelati dalla lumachina rossa, il marchio del Movimento globale per il cibo sano e giusto. I due maestri del mestolo – Tiziana Tacchi e Renzo Galeazzo de “Il Grillo è Buoncantore” di Chiusi – hanno acceso i fornelli nella cucina del ristorante del residence Pineta di Albinia. È qui, in una Rta immersa nel verde e con accesso diretto sulla spiaggia tra Talamone e Porto Santo Stefano, a un tiro di schioppo dalla Laguna di Orbetello, sulla strada per Porto Ercole e Porto Santo Stefano che si insedia così un mini quartier generale della Maremma Slow Food. Una ragione in più per fare tappa in questi luoghi.

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