Il Tirreno

Grosseto

Bonifazi scrive a Rossi: "Criteri più rigidi per gli asili privati"

di Sara Landi
Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi (foto Agenzia Bf)
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Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi (foto Agenzia Bf)

Dopo il caso del nido grossetano il sindaco sollecita la Regione e annuncia l’intenzione del Comune di costituirsi parte civile

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GROSSETO. Una lettera al governatore della Toscana Enrico Rossi e all’assessore regionale all’istruzione e alla formazione Cristina Grieco per chiedere formalmente criteri più stringenti per l’accreditamento dei nidi e delle scuole dell’infanzia in tutto il territorio regionale (ma anche più controlli e più formazione per gli educatori).

Non solo. C’è anche la costituzione del Comune di Grosseto come parte civile nel procedimento giudiziario, non appena questo sarà formalmente avviato, a carico delle due educatrici e della cuoca di un nido grossetano coinvolte un mese fa nella vicenda dei presunti maltrattamenti sui bambini.

La lettera a Rossi e Grieco è stata firmata lunedì dal sindaco Emilio Bonifazi. È lo stesso primo cittadino a spiegare le ragioni della missiva e ad annunciare l’intenzione del Comune di essere al fianco delle famiglie quando ci sarà il processo.

«Nel momento in cui le immagini choc riprese dentro l’asilo hanno portato alla luce cosa succedeva lì dentro – dice il sindaco – tutta la città si è sentita vittima. Per ora rispettiamo il lavoro della magistratura ma quando si arriverà al processo il Comune sarà anche formalmente accanto alle famiglie».

Quanto alla lettera, spiega Bonifazi, nasce dal confronto costante con la Regione avviato subito dopo che è scoppiato il caso dell’asilo grossetano. «È stato lo stesso Rossi – dice Bonifazi – a chiedermi di formalizzare in un documento scritto le mie osservazioni e richieste. Purtroppo il caso di Grosseto non è isolato, basta pensare ad analoghi fatti successi a Pisa e prima ancora al processo ad alcune maestre a Pistoia. Occorre rivedere a livello regionale i criteri di accreditamento delle strutture educative».

Cosa chiede dunque Bonifazi a Rossi e Grieco? «Ripensare alla necessità di una verifica del saper fare l’educatore – si legge in un passaggio della lettera – piuttosto che fermarsi alla constatazione del titolo di studio posseduto e dotare il Comune di strumenti di controllo stringenti per il rilascio dell'accreditamento potrebbe essere un punto di partenza».

Con un duplice effetto secondo il sindaco: tutelare le prime vittime di queste situazioni, i bambini e le loro famiglie, ma anche difendere il lavoro svolto in modo scrupoloso e professionale dalla maggioranza degli educatori.

Bonifazi parla anche della necessità di maggiori controlli a sorpresa negli asili, sempre sulla base di una normativa regionale più rigida, per impedire il ripetersi di questi episodi.

«La parola ispettore in generale purtroppo non piace – dice Bonifazi – Le figure a cui penso io sono piuttosto degli educatori preparati inviati a sorpresa nei nidi e nelle scuole dell’infanzia; professionisti cioè che siano in grado di valutare i metodi adottati e di cogliere eventuali segnali di disagio dei bambini che anche quando non parlano esprimono comunque con i disegni, le loro paure o i comportamenti nel gioco ciò che vivono».

La lettera inviata alla Regione si inserisce nel percorso avviato dal Comune di Grosseto dopo la scoperta dei maltrattamenti nella struttura grossetana. «Ci siamo resi subito conto – dice il sindaco – che il problema principale non era solo quello immediato di trovare una nuova collocazione per i bimbi della struttura. Avevamo il dovere di pensare al trauma subito dalle famiglie e di farci carico con la Regione della necessità di rafforzare i controlli e far sì che con criteri di accreditamento più rigidi certe situazioni che lasciano costernati non si ripetano più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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