Attenzione
Una nuova società è il futuro di Copaim
Ceduto il ramo d’azienda, piano industriale da 10 milioni
ALBINIA. Un milione e 300.000 euro sono già stati investiti. E nel giro di tre anni, se l’operazione seguirà il percorso che ha intrapreso, la Sapori e Gusto Italiani che ha preso il seguito della Copaim ormai in concordato preventivo potrà effettuare circa dieci milioni di euro di investimenti per consolidare il marchio sui mercati, italiani e internazionali e per investimenti materiali per migliorare la efficienza produttiva e affrontare nuove sfide.
Ieri, nella sede di Albinia, si è consumata la svolta annunciata dal presidente della capogruppo, Maurizio Romiti, dopo l’ammissione della Copaim al concordato: la nuova sigla è Sgi, acronimo di Sapori e gusto italiani, società per azioni che ha affittato il ramo d’azienda con una proposta d’acquisto seria e che guarda al futuro della società per il mantenimento dei posti di lavoro. «Poi certo, ci sarà un bando pubblico - dice Maurizio Romiti - e se si farà avanti qualcuno con maggiori garanzie ben venga. Ma ne dubitiamo».
Il nuovo amministratore delegato della Sapori e Gusto Italiani, che ha già un capitale di un milione e 300.000 euro, è Massimo Berardi, un ingegnere specializzato nella risoluzione delle crisi societarie e nel rilancio di imprese attraverso la messa a punto di piani di sviluppo. E senza dubbio, dopo la catastrofe dell’alluvione e la distruzione della fabbrica, la società ha dovuto faticare e non poco per tornare a galla, con un fatturato, nell'ultimo anno solare, di quasi 24 milioni di euro. «Fatturato che vorremmo arrivasse a triplicare nei prossimi anni - dice ancora Romiti - e che ci potrebbe così dare modo di fare anche nuove assunzioni, sia in questa sede che in quella di Massa e Cozzile».
In due mesi di gestione, alla fine del 2015, la Sgi ha realizzato ricavi di tre milioni e mezzo di euro con 94.000 euro di netto anti-imposte. Cifre che danno la dimensione di quello che succede, ogni giorno, nei capannoni di Albinia. «Il nostro obiettivo sarà quello di interpretare le tendenze di mercato e anticipare le risposte che possiamo dare ai nostri clienti, affacciandosi anche sui mercati stranieri che ancora non siamo riusciti a raggiungere - dice il nuovo ad Massimo Berardi - in modo tale da far crescere questa azienda ritagliandoci un ruolo che abbia sempre più importanza».
Una sfida che parte proprio dal territorio: ieri mattina, alla Sgi, c’erano anche il sindaco di Orbetello Monica Paffetti e il comandante della compagnia dei carabinieri Elisabetta Spoti. «Abbiamo chiamato le istituzioni - dice ancora Romiti - perché dobbiamo incrementare il rapporto con il territorio. I nostri dipendenti hanno dato una risposta fortissima quando ci sono stati i tragici fatti dell'alluvione. Ma alle istituzioni abbiamo anche lanciato la sfida di aprire una scuola per specializzare il personale che lavorerà nell'azienda. Servono idee, servono persone che parlino le lingue e che abbiano voglia di crescere come ce l’abbiamo noi». Solo i sindacati, che ieri erano stati invitati a conoscere il nuovo amministratore, hanno declinato l'invito. «Questo ci è molto dispiaciuto - aggiunge Romiti - perché questo percorso lo abbiamo sempre condiviso con loro». Ma non è il caso di sollevare il tema, ci saranno altre prossime occasioni di incontro. Il messaggio che Berardi, insieme alla proprietà, vuole mandare ai lavoratori è fortemente positivo. «Lo sappiamo che i cambiamenti fanno paura - dice - ma ci siamo imbarcati in questa avventura perché ci crediamo. Partiremo da quello che sappiamo fare bene per tracciare nuove linee di sviluppo». Prodotti bio, ad esempio, nuovi gusti sempre tenendo alta la qualità. «Nuove linee che saranno anche una possibilità di crescita economica», conclude.
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