Il Tirreno

Grosseto

IL CASO

Notte dei pirati, dopo le bravate, polemiche «e controlli»

di Francesca Ferri
Fuochi d'artificio annunciano l'avvio della lunga Notte dei Pirati a Porto Ercole (foto Enzo Russo)
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Fuochi d'artificio annunciano l'avvio della lunga Notte dei Pirati a Porto Ercole (foto Enzo Russo)

Porto Ercole, la notizia del ragazzino in coma etilico scatena l’ira del web, ma il sindaco valuta l’idea di un’ordinanza anti alcol per il 2017

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PORTO ERCOLE. Per l’edizione 2017 della Notte dei pirati a Porto Ercole il sindaco sta pensando a un’ordinanza di divieto di vendere alcolici nelle ore precedenti l’evento. Il drammatico episodio che ha visto un ragazzino di 15 anni finire in coma etilico sabato scorso, e che – insieme a una coppia pizzicata dai carabinieri a fare sesso e a un giovane un po’ alticcio fermato all’ingresso di una discoteca con una katana – ha guastato una festa senza precedenti per numero di partecipanti, non ha lasciato indifferenti il primo cittadino di Monte Argentario, Arturo Cerulli, e l’assessore con delega a Porto Ercole, Michele Lubrano.

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Al termine di una giornata di feroci attacchi su Facebook da parte di molti utenti all’indirizzo del Tirreno, finito alla berlina per aver dato la notizia, sindaco e assessore, pur amareggiati del titolo in prima pagina, ammettono il problema e riconoscono che la Notte dei Pirati ha assunto proporzioni tali da richiedere alcune misure di sicurezza in più.

«Anche io ho notato che il livello dell’alcol era aumentato», dice Cerulli che ha seguito la sfilata da un terrazzino. «Ho visto persone abbastanza brille; poi l’assessore Arienti, che era con me e con altri della giunta, ha visto questo ragazzo e ha telefonato al 118. Non escludiamo di fare come al Palio marinaro, con l’ordinanza che vieta di vendere alcol dal mattino. Non è che così nessuno beve più vino: quando ci sono queste carnevalate i ragazzi l’alcol se lo portano da casa. Ma bisogna stare attenti perché non succeda l’incidente vero».

«Ho visto che il ragazzino stava male ma era cosciente. L’ambulanza era già stata chiamata», dice l’assessore Fabrizio Arienti. Il ragazzo, ubriaco, aveva vomitato ma gli amici che erano con lui lo hanno invitato a bere ancora. Ed è a quel punto che si è sentito male. «Che un ragazzo si possa sentire male, tra migliaia di persone, è normale – prosegue Arienti –. Finché io sono stato alla festa, fino verso l’1, era tutto tranquillo, non c’era niente di anormale. Voglio piuttosto fare un plauso ai ragazzi che hanno organizzato l’evento e ha chi ha partecipato».

Che un quindicenne in coma etilico sia «normale» è opinione diffusa, l’indomani, tra i commenti degli utenti Facebook in calce al post della prima pagina del Tirreno e sul gruppo Facebook “Argentario: Dire… Fare… Partecipare...”. La platea di Facebook minimizza l’episodio e si scaglia contro i giornalisti, “colpevoli” di aver dato la notizia del malore e di non essersi limitati a «raccontare le cose belle». C’è chi parla di «informazione distorta» e «piccolo episodio negativo», chi classifica la notizia tra le «stronzate», chi definisce il malore del giovane «una cosa irrilevante» (e invita a non comprare Il Tirreno); per altri il fatto non è «neanche così eclatante» o è semplicemente un «difetto» all’interno di una manifestazione ben riuscita. Poi ci sono i complottisti e chi «non vede l’utilità di scrivere un pezzo del genere». In redazione arrivano minacce al telefono e su Facebook c’è chi scrive ai giornalisti: «Impiccatevi».

Anche il sindaco Cerulli si inserisce nel flusso. «È solo un problema politico… Il Tirreno e Tv9 dell’Argentario danno solo brutte notizie e notizie antagoniste. Ci vuole pazienza». E così l’assessore argentarino Michele Lubrano: «Mi chiedo se il giornalista sa quanti sono andati in coma per Albinia tour (Albinia en tour), ma non è stato scritto nulla».

Epperò che qualcosa non sia andato per il verso giusto nell’ultima edizione della Notte dei Pirati evidentemente c’è se nel pomeriggio, al telefono, sia Cerulli che Lubrano annunciano misure restrittive sulla vendita dell’alcol per la prossima edizione. Lubrano dà il provvedimento già per certo. «Faremo l’ordinanza – dice al telefono l’assessore –. È comunque un episodio grave che dobbiamo stare attenti a gestire meglio. Ma bisogna addolcire un po’: in dieci anni è andato tutto liscio. Bisogna stemperare: non era questo lo scopo della festa». E anche il sindaco ribadisce: «Siamo tutti rimasti un po’ male per la notizia di apertura: sono episodi che possono succedere sempre. Non è che sto dando loro poca importanza, ma ci è sembrato si volesse parlare di una negatività».

L’augurio è che il prossimo anno si possa parlare solo della festa.

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