Il Tirreno

Grosseto

«Chiarezza sulle nostre funzioni e tutele»

di Lorenzo Falconi

Sindacati, agenti e funzionari di polizia locale manifestano e affidano a un documento le loro richieste

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GROSSETO. Chiarezza. È la parola pronunciata più volte dai sindacalisti in merito alla vicenda della polizia locale, sempre più paragonata alle forze dell’ordine come mansioni da svolgere, ma sempre meno riconosciuta sotto il punto di vista delle tutele al personale.

Un problema che secondo i sindacati di categoria viaggia su due binari: il primo nazionale, per comprendere a fondo quali debbano essere le funzioni della polizia locale. Il secondo su scala comunale, in merito alle scelte che la futura amministrazione dovrà fare, soprattutto sulla questione sicurezza e il numero di personale da impiegare. «Ci sono servizi basilari che devono essere erogati, come sanità e sicurezza - spiega Massimo Sbrilli della Cisl - Invece andiamo incontro a tagli continui e a pochi confronti sulle scelte effettuate. Sempre più si chiede alla polizia locale di svolgere un servizio di sicurezza, confondendola con una normale forza dell’ordine che però lo Stato non vuole riconoscere come tale. Il decreto di legge in materia di sicurezza è ancora un’incognita, perché nessun confronto c’è stato». Anche Sergio Sacchetti della Uil è sulla stessa lunghezza d’onda.

«La polizia locale da una parte deve supportare le altre forze dell’ordine, ma non viene ancora riconosciuto niente dal punto di vista delle tutele o degli indennizzi. Difficile andare avanti così». «Tra l’altro continua a calare il numero di dipendenti per i tagli sul settore pubblico - precisa Salvatore Gallotta della Cgil -. È necessario uno specifico ordine su base nazionale e la volontà di mantenere attivi e funzionali i servizi pubblici».

I sindacalisti, gli agenti e gli ufficiali della polizia municipale e provinciale si sono presentati in piazza Roselli per un sit-in di protesta. Poi i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil sono stati ricevuti dal prefetto cui sono state consegnate le richieste da inoltrare alla presidenza del Consiglio dei ministri. Sei i punti nel documento: il giusto riconoscimento e valorizzazione del ruolo e delle funzioni della polizia locale; rendere l’obsoleta legge 65 del 1986 più rispondente al mutato quadro normativo e istituzionale; l’apertura di un confronto serrato sul decreto di legge sulla sicurezza per dare risposte alle esigenze e ai bisogni del personale; il rinnovo del contratto nazionale e il riconoscimento della specificità e peculiarità dei corpi di polizia locale; porre fine all’ingiusta discriminazione, che ha estromesso gli appartenenti ai corpi di polizia locale dal riconoscimento della causa di servizio e dall’equo indennizzo; tutela e equità del trattamento economico e delle condizioni di lavoro. Sei punti che richiedono chiarezza. «Rappresentiamo i lavoratori e occorre precisare che da parte loro non c’è una preclusione su eventuali novità di impiego - concludono i sindacalisti -. Vorremmo però sapere quali sono e ragionare sul contratto. Più compiti, meno salario a fronte di un organico sempre più ridotto, nessun riconoscimento di ruolo e contratto bloccato. Così non si assicura la legalità».

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