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Rubano durante le comunioni L’appello di don Giuseppe

Rubano durante le comunioni L’appello di don Giuseppe

BAGNO DI GAVORRANO. La chiesa di Bagno di Gavorrano ieri mattina era piena di gente. Era una giornata di festa, si celebravano le prime comunioni dei bambini del paese. E qualcuno, ha approfittato...

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BAGNO DI GAVORRANO. La chiesa di Bagno di Gavorrano ieri mattina era piena di gente. Era una giornata di festa, si celebravano le prime comunioni dei bambini del paese. E qualcuno, ha approfittato della felicità delle catechiste, delle famiglie e del parroco per rubare un portafogli dalla borsa di una delle ragazze che partecipano alla vita della parrocchia. Un «atto blasfemo», lo ha definito don Giuseppe Benedetti, il parroco di Bagno di Gavorrano, che ieri mattina ha celebrato la messa. «Faccio un appello a chi ha preso quei soldi - dice - la chiesa è aperta tutto il giorno e anche se non si vuol fare vedere e non si vuole rivolgere direttamente a me, può rimettere quelle banconote nella cassetta per le offerte che c’è all’ingresso della chiesa».

Il portafogli era dentro a una borsa che la catechista aveva appoggiato vicino all’altare. Qualcuno si è avvicinato e lo ha sfilato. La ragazza, ieri mattina prima di andare alla messa, aveva prelevato con il bancomat. Dentro al borsellino c’erano quasi trecento euro. «Sono tanti soldi per i tempi che corrono - dice ancora i parroco - e sarebbe davvero un bel gesto se chi li ha presi li rimettesse nella cassettina che c’è all’ingresso della chiesa».

Chi ha rubato quei soldi è qualcuno che ieri mattina ha partecipato alla funzione religiosa. Di questo è convinto anche don Giuseppe, e questa consapevolezza ferisce ancora di più la comunità. «Spesso si è portati a credere che un atto del genere lo facciano soltanto persone che hanno un bisogno manifesto - dice - nomadi o mendicanti. Ieri mattina nessuno, tranne le persone che partecipavano alla messa sono entrati in chiesa e questo ci fa ancora più male».

La ragazza si è accorta del furto dopo che le comunioni erano finte. Per tutta la durata della messa è stata insieme ai suoi ragazzi, ai bambini che hanno frequentato il catechismo. Poi ha aperto la borsa e il portafogli non c’era più. Lo ha ritrovato solo più tardi vicino alla chiesa di San Giuseppe: i documenti e le carte di credito erano al loro posto, ma i soldi non c’erano più.

Alla chiesa di San Giuseppe non era mai successa una cosa del genere.

Qualche anno fa i ladri erano entrati in canonica ma da tempo la comunità di bagno di Gavorrano non ha avuto a che fare con questo tipo di episodi. «La chiesa è un luogo aperto - dice ancora don Giuseppe - è il luogo dell’accoglienza e anche del perdono. Se chi ha rubato restituisce quei soldi noi siamo pronti ad accoglierlo. In questo modo può riabilitarsi rispetto al gesto che ha compiuto. Più di questo noi non possiamo certamente fare».

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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