Sicurezza
Arrivano i profughi a Prata Domenica l’assemblea
La Prefettura ha rilasciato il nullaosta per il trasferimento di 20 persone Il sindaco Giuntini: «Vivono qua da tempo, in parte sono già ben integrati»
MASSA MARITTIMA. Ora che la Prefettura di Grosseto ha dato l’ok per la struttura destinata all’accoglienza, a Prata sono iniziati i preparativi per l’arrivo dei profughi da Gerfalco.
Una ventina di esuli che vivono in Maremma già da oltre un anno e come ricorda il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini «non hanno mai creato alcun problema». Un messaggio tranquillizzante che l’amministrazione vuole riproporre in un confronto con la comunità della frazione: per questo ha organizzato un’assemblea pubblica per domenica sera, alle 21, al teatro Goldoni. Un’occasione per discutere, spiegare cosa sta accadendo, chi sono queste persone e valutare i precedenti di altri centri del territorio coinvolti nell'accoglienza. E a parte un paio di casi isolati, non ci sono grane da ricordare. Non c’è una data precisa di quando questo trasferimento da Gerfalco a Prata avrà luogo.
Ma l’impressione è che sarà a breve, dato che tutti i preparativi nel borgo massetano sono terminati mentre pare ci sia una certa fretta nello sgomberare quello montierino. Il trasloco degli esuli si è reso necessario - almeno questa la versione ufficiale - dopo che la proprietà della struttura scelta per l'accoglienza dalla onlus Partecipazione e Sviluppo che gestisce l'accoglienza sulle Colline Metallifere, è stata chiamata a fare dei lavori sul proprio immobile, con la logica conseguenza di svuotare i locali. In questo modo, l'associazione lucchese ha trovato un'altra sistemazione a Prata, in una struttura privata che nelle settimane scorse è stata oggetto di lavori di adeguamento.
Di questa settimana poi l’annuncio che la commissione prefettizia ha rilasciato il nulla osta per questa destinazione e adesso non mancano che gli esuli, attesi in ogni caso in tempi brevi.
Saranno poco più di venti persone: ventuno o forse ventidue. Esuli fuggiti dagli orrori delle guerre africane e arrivati in Italia, a Lampedusa, dove sono stati registrati e spediti a Gerfalco, più di un anno fa. Una convivenza idilliaca quella con la piccola comunità montierina, scandita da progetti e iniziative che hanno coinvolto gli ospiti in varie attività, dal teatro al calcio.
Era stata stipulata anche una convenzione con il Comune, in grado di dare un posto di lavoro a due ragazzi del paese, ma poi i rapporti tra Partecipazione e Sviluppo e i suoi (ormai ex) rappresentati locali si sono interrotti bruscamente, con i secondi che hanno fatto causa alla prima. Ma queste sono beghe interne alla onlus, mentre sul fronte dei profughi non è mai stato segnalato un solo problema. «Sono persone che ormai vivono nella nostra zona da tempo, in parte già integrati» ribadisce Giuntini, pronto a confrontarsi con i pratigiani che invece sono piuttosto preoccupati in vista della novità. La maggior parte delle critiche che arriva dal borgo è legata alla mancata informazione fino ad oggi circa questo trasferimento, ma lunedì sera ci sarà l'occasione di confrontarsi con i protagonisti dell'accoglienza su tutti gli aspetti. «Ricordiamo cosa è avvenuto in Ghirlanda» dice il sindaco. Circa un anno fa, infatti, nel crocevia massetano furono trasferiti improvvisamente una decina di profughi, scatenando le proteste dei residenti. Se ne discusse a lungo, ma ad oggi, anche qui, non c'è mai stato nessun problema legati agli esuli.
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