Il Tirreno

Grosseto

Strada fantasma, la rabbia dei negozianti

Fiora Bonelli
Via Monte Cengio a Grosseto (foto Agenzia Bf)
◗
Via Monte Cengio a Grosseto (foto Agenzia Bf)

Via Monte Cengio al centro delle polemiche: "Il cantiere è al palo, stiamo perdendo clienti e soldi"

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. C’è una strada fantasma a Grosseto che crea mille problemi agli operatori economici della zona. Si chiede al Comune di intervenire, ma le cose non si muovono.

Gli operatori commerciali di via Monte Cengio di Grosseto aspettano da un anno che qualcuno si ricordi di riaprire la strada al mondo, ma per ora nessuno batte un colpo. Una storia che, a detta di chi lavora qui, sta mettendo in ginocchio negozi e uffici del segmento viario che da via Monte Rosa si immette in via Aurelia Nord.

Unica traversa, perché le altre che vi sono, sono tutte in senso contrario a questa.

Nella strada vi sono vari negozi («forse troppo pochi perché possiamo pesare nell’immaginario dell’amministrazione comunale», chiosa un negoziante): c’è l’ente bilaterale del turismo, ci sono i servizi postali di Nexive, la vigilanza privata, studi di professionisti, c’è la Gabel biancheria per la casa, c’è l’Arca di Noè, c’è Obi.

È amareggiata la proprietaria di Gabel Laura Bonelli, che ricorda quando la strada fu chiusa («il Comune vendette un pezzo di terra a un imprenditore che vi sta costruendo diverse palazzine»). La prospettiva era che si aprisse un’altra strada che si ricongiungesse a via Monte Rosa, «ma allo stato attuale nessun lavoro è iniziato per la nuova strada».

Gli operatori fanno notare che ai loro negozi adesso si accede solo da via Podgora con un tragitto non noto alla clientela, difficoltoso e tortuoso oppure attraversando il parcheggio dell’Obi che non è certo zona di transito. Insomma, una situazione di estremo disagio che provoca perdite economiche e rabbia. E infatti, dopo le informative a tutti gli esponenti comunali preposti, le proteste dei commercianti, spalleggiati anche da Confesercenti e Confartigianato, non sono mancate, ma adesso esercenti e imprenditori sono stanchi, vista anche la congiuntura del commercio in genere e di Grosseto in particolare.

In particolare la proprietaria di Gabel fa notare che «il lavoro del suo negozio si svolge per lo più d’estate. I turisti - dice - mi trovano con internet e col navigatore, che si intoppa quando si segnala e si arriva a una strada che non c’è. Le persone non esperte del posto non mi trovano, non c’è verso. E stiamo perdendo tempo e incassi». Anche il proprietario dell’Arca di Noè non fa mancare un giudizio negativo: «Se le faccio vedere - dice - il registro dei corrispettivi da maggio scorso ad ora, vedrà che gli scontrini sono dimezzati a dir poco rispetto al periodo precedente». Sempre lui riferisce che «addirittura un’attività commerciale che si affacciava qui nella strada ha chiuso per disperazione. Per quello che mi riguarda - sottolinea - la clientela va dal mio concorrente. Il mio esercizio per questa strada che non c’è, sta subendo un crollo da cui difficilmente si rialzerà, perché quando la strada sarà riaperta ormai i clienti non più abituati a venire da me saranno persi. Il Comune - aggiunge - prima di vendere una strada avrebbe dovuto creare un’alternativa da subito e non farci aspettare un anno». Anche gli operatori di Nexive, un punto di servizio postale, commentano amaramente: «Abbiamo molto movimento di raccomandate e pacchi in particolare, ma non ci trovano, non c'è verso. Ci telefonano per sapere dove siamo e avere indicazioni, ma il giro che il cliente deve fare è talmente lungo e tortuoso che alla fine ci mettono davvero in difficoltà».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa