Sicurezza
Nella rete del peschereccio si impiglia una mina bellica
Nel mare di Castiglione della Pescaia gli uomini della della paranza Polaris di Rocco Giuliano vedono avvicinarsi una strana sfera. Quando realizzano che si tratta di un ordigno, contattano la Capitaneria. Fiato sospeso: temevano potesse brillare
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sembrava una pesca miracolosa, in una giornata quasi estiva, con la sacca che faticava a risalire in superficie: ma dentro la rete di un peschereccio della flotta di Castiglione della Pescaia non c’erano pesci, ma una sfera, presumibilmente un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale.
Per i pescatori della paranza Polaris di Rocco Giuliano, una delle barche più grandi che operano a Castiglione, lo stupore quando hanno visto risalire la “mina” è stato più forte della paura. Non è la prima volta che durante una pesca a strascico viene ripescata una sfera del genere, ma certo la tensione si è fatta sentire. A raccontare l’episodio è il comandate del peschereccio: «Eravamo in navigazione al largo di Pianosa - spiega Giuliano - quando al termine di una cala ci siamo visti arrivare questa sfera. Siamo stati molto attenti a recuperarla e abbiamo avvisato la capitaneria di Castiglione».
Sono stati minuti intensi, anche perché un minimo di preoccupazione che il presunto ordigno potesse brillare all’improvviso c’era. «In mare - dice Giuliano - bisogna sempre stare attenti. L’importante è rimanere calmi e agire con molta cautela».
La sfera, anche se al momento non ci sono conferme se è davvero una mina, aveva le classiche spolette esterne da contatto. Un ordigno del genere, se riconosciuto tale dall’indagine che effettueranno poi gli artificieri, è improbabile che oggi a distanza di circa Settant’anni possa esplodere: sia le spolette che l’esplosivo sono di fatto diventati inermi.
Si è deciso di affondare la presunta mina, dopo i contatti con la capitaneria di porto, al largo. A una profondità di oltre 100 metri a circa una decina di miglia dalla costa, e in prossimità di un relitto già identificato.
Per i pescatori del Polaris rimarrà un’altra avventura da raccontare, al termine di una giornata di pesca come tante altre.
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