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La vitella è zoppicante e non sfugge all’agguato

STRIBUGLIANO. Predatori sbranano una vitella che pascolava allo stato brado, nella campagna di Stribugliano (Arcidosso), azienda di Alfonso La Greca. L’allevatore, però, pur arrabbiatissimo per la...

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STRIBUGLIANO. Predatori sbranano una vitella che pascolava allo stato brado, nella campagna di Stribugliano (Arcidosso), azienda di Alfonso La Greca. L’allevatore, però, pur arrabbiatissimo per la predazione, non è meravigliato. «Ormai non mi meraviglio di nulla – dice La Greca – perché con i lupi che ci sono in giro, si sa che dopo le pecore, la stessa sorte sarebbe toccata anche ai vitelli».

La vittima stavolta era una bestia adulta. «Una femmina, bianca – dice l’allevatore –. Zoppicava un po’ e dunque la tenevo d’occhio. Era un capo di un branco di 44-45 vacche che tengo a Stribugliano allo stato brado. Domenica scorsa, facendo il giro consueto nel pascolo non l’ho trovato con gli altri e dunque ho incaricato i miei uomini di cercarlo. Lo hanno trovato sbranato martedì pomeriggio e non è la prima volta che mi capita che mi scompare un vitello».

Alfonso La Greca racconta anche di vedere continuamente orme e tracce di lupi e predatori vari. «Anche stavolta – racconta – di orme ce n’erano parecchie, ma è superfluo dirlo. Qui è pieno di predatori. Se la fanno con le pecore e i vitellini appena nati. Le bestie grosse è più difficile che soccombano, ma questa era zoppicante e non si è potuta difendere, credo».

La Greca è uno dei maggiori esperti del territorio di Stribugliano. La sua azienda è una di quelle storiche, fra le più grandi e curate di tutto il comprensorio. E La Greca assicura che fino agli anni Sessanta e Settanta nessun lupo mai aveva albergato in zona.

«Tanto è vero – dice – che se per caso ne capitava uno, i pastori si armavano di fucile e finchè non lo avevano preso non smettevano di monitorare il territorio. Pensate che a queste operazioni di caccia partecipavano anche le forze dell’ordine, perché la presenza del lupo costituiva un vero problema di ordine pubblico. Ho una vecchia foto risalente agli anni Quaranta o Cinquanta, dove si vede un gruppo di allevatori con tanto di fucile che esibiscono un lupo appena preso e ucciso. Era una festa di liberazione». La Greca lamenta, invece, l’atteggiamento odierno nei confronti del temibile predatore. «Oggi – dice – sono tutti a favore del lupo. Politici e associazioni e fa caso che la provincia di Grosseto che ha la metà di tutte le pecore della Toscana si sia proposta per ospitare il lupo in libertà. Ovvio che abbia prolificato. Ovvio che si sia incrociato. Ma non è ovvio che l’errore compiuto dalle amministrazioni non venga corretto. Le nostre terre sono per le pecore e le mucche allo stato brado. Ma adesso si chiude bottega. Siamo pochi per contare in termini di peso elettorale. È per questo che preferiscono allevare lupi e educare i pastori a convivere con le pecore».

L’allevatore ha avuto la visita del veterinario. «Nemmeno mi hanno considerato predato il vitello – dice–. Fatto a pezzi non si vedevano più i buchi in gola della predazione. Però chi l’ha ridotto così non me lo dicono».

La predazione arriva a un mese e mezzo di distanza da altre due, nella stessa zona, sempre a danno di vitelli. Alla fine di marzo, infatti, scomparvero due vitellini appena nati a Andrea Cinelli che dette per certo che fossero stati uccisi dai canidi ormai da anni, di casa, nelle campagne arcidossine, al dire di tutti. Una volta terra promessa per i pastori, quella di Stribugliano, e oggi luogo di estremo pericolo per ovini e adesso anche bovini. (f.b.)

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