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Dipendenti comunali Cresce l’agitazione

ORBETELLO. I dipendenti comunali di Orbetello sono ancora sul piede di guerra e sono pronti ad agire nei confronti del Comune per condotta anti sindacale. Dopo il successo dello sciopero del 3...

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ORBETELLO. I dipendenti comunali di Orbetello sono ancora sul piede di guerra e sono pronti ad agire nei confronti del Comune per condotta anti sindacale. Dopo il successo dello sciopero del 3 maggio che ha visto un’adesione quasi totale dei dipendenti, tutte le loro rimostranze rimangono in piedi perché nulla sembra andare nella direzione che porta a una soluzione della controversia. «Ringraziamo i quadri e i dirigenti che hanno partecipato allo sciopero - dicono le organizzazioni sindacali - ma siamo lontani dalla soluzione. Abbiamo incontrato l’organismo indipendente di valutazione del Comune e gli abbiamo illustrato la nostra posizione rispetto agli istituti che vogliamo contrattare: ci è stato risposto che le nostre richieste sono legittime e non ci sono elementi ostativi di carattere contrattuale o di legittimità». l dipendenti stanno ancora aspettando. «La sindaca ha detto che i 70.000 euro ci sono - dicono - e che non li perderemo. In realtà noi li perdiamo per sempre. Non avendo una parte stabile riconfermata, quei soldi sono persi. Non li vogliamo per una volta e basta. Il Comune ha sbagliato, ci ha creato un danno sul fondo. Aspettiamo gli atti: i 32.000 euro devono tornare nella contrattazione e non possono essere trattati in maniera unilaterale dall’amministrazione perché fanno parte della parte stabile. L’amministrazione ha sbagliato e se non ce ne fossimo accorti quei 32.000 euro sarebbero spariti. La sindaca richiama problemi di legittimità. Non è la verità. Noi li aspettiamo al varco: come sbagliano partiamo con il comportamento antisindacale. Non hanno rispettato il contratto nazionale perché la norma prevede che si faccia, per l’anno di riferimento almeno, una riunione che noi non abbiamo mai fatto». L'amministrazione quindi sarebbe già in difetto. «La sindaca parla solamente - dicono i sindacati - non c’è un atto che dice che ci darà i soldi, anzi ci ha detto, incontrandoci, che i 65.000 euro erano a rischio a causa della mancata approvazione delle tariffe Tari». (i.a.)

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