Il dolore
Predatori, incontro “caldo” dal ministro
Galletti riceve le istituzioni ma tiene fuori gli allevatori. Sindaci delusi. Galli: «Occorre una grande manifestazione»
ROCCALBEGNA. Delusione e mal di pancia dei sindaci dopo l’incontro col ministro all’ambiente Gian Luca Galletti che, assediato dagli animalisti, ha ricevuto ieri i primi cittadini di Manciano Marco Galli, di Roccalbegna Massimo Galli e la vicesindaca di Magliano Mirella Pastorelli che aveva promosso l’incontro per illustrare le misure “sui lupi”.
Del gruppo iniziale che doveva presentarsi ieri a Roma dal ministro - formato anche da qualche allevatore e dalle associazioni di categoria - alla fine sono potuti entrare soltanto le istituzioni, dato che il pressing animal-ambientalista ha convinto Galletti ad aprire il suo sancta sanctorum solo ai sindaci. Gli altri, alla finestra, ad aspettare gli esiti del colloquio. Un colloquio che nelle intenzioni istituzionali, provenienti dalle zone più colpite della Maremma in fatto di predazioni, ha contenuto richieste decise, “a muso duro”, come promesso dalle istituzioni al convegno di Manciano dello scorso 21 aprile: l’eliminazione di predatori, lupi, ibridi e randagi dalla provincia di Grosseto, che da sola rappresenta in fatto di allevamento circa la metà dei capi di tutta la regione. Come si vogliano togliere di mezzo non è importante, basta che si faccia. Ibridi e lupi non devono starci in una zona vocata alla pastorizia.
L’appello dei comuni già troppo dissanguati dalle spese per i canili dove vengono ospitati i randagi con cifre da capogiro (100.000 euro solo per Manciano, 60.000 per Magliano e addirittura 600.000 per Grosseto capoluogo) fa leva sulla chiusura di aziende, sulla paura costante per le greggi, sulle perdite in termini materiali degli allevatori e di conseguenza di tutta la filiera con cifre da far tremare le vene e i polsi, sui risarcimenti che sanino per intero la perdita dei capi.
Un lunghissimo cahier de doleance che, secondo quanto riferiscono i sindaci, solo in parte era a conoscenza del ministro, il quale ha illustrato le sue misure, visto che il problema lupi interessa tutta quanta la penisola.
All’uscita dal ministero, Mirella Pastorelli ha commentato: «Dobbiamo dare atto al ministro di essersi prestato per la prima volta ad affrontare il problema con la modifica della legge 281. Purtroppo l’argomento è delicato. Basta vedere le reazioni degli animalisti che ci attendevano all’arrivo. Ed era dalla mattina che picchettavano il ministero sapendo di questo incontro. Il ministro - spiega la Pastorelli - ha detto di avere messo a lavoro 70 esperti guidati dal professor Boitani che stanno studiando la questione e che hanno predisposto una serie di azioni. Al 21º posto l’abbattimento del 5% dei lupi presenti sul territorio nazionale. Una sessantina di capi. Il ministro ha preso atto della presenza degli ibridi di cui poco sapeva, delle spese dei comuni per il randagismo e ha annunciato indennizzi prendendo le risorse dal Psr. Dall’agricoltura, insomma. Questo non ci sta per niente bene».
Anche il sindaco Marco Galli non è soddisfatto: «La questione è di ordine pubblico, lo abbiamo detto al ministro, ed è un’emergenza vera e come tale va trattata, i tempi invece si profilano lunghissimi anche solo per quel 5%. Dopo l’approvazione del governo, la cosa deve passare alle regioni e all’Ispra. Tempi biblici. Oltretutto l’abbattimento del lupo è la 21ª dopo altre 20 soluzioni. E ci rifiutiamo di sentir dire che i soldi verranno presi ancora dall’agricoltura. Assolutamente no. Diamo atto al ministro di aver aperto un canale importante, ma per noi le misure sono insufficienti e ci muoveremo di conseguenza». E Massimo Galli sindaco di Roccalbegna: «Il problema è di grande conto e occorre che l’opinione pubblica lo sappia. Siamo all’emergenza. Occorre una grande manifestazione generale dove si dica come davvero stanno le cose, che le aziende chiudono con perdita secca di posti di lavoro e risorse. E va detto che è ridicolo che gli indennizzi vengano pagati coi soldi tolti agli agricoltori».
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