Il Tirreno

Grosseto

Il tubo è rotto da mesi e il canale si riempie, l’odissea dei residenti

Giovanna Mezzana
Il tubo è rotto da mesi e il canale si riempie, l’odissea dei residenti

A Fornace San Martino una coppia segnala per tre volte la perdita : «Gli operai arrivano, sbucano, vanno via e non risolvono il guasto»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «E meno male che l’acqua non si deve sprecare». Comincia così il racconto di Roberto, pensionato grossetano che abita con la moglie a Fornace San Martino. Zona tranquilla, dove si vivrebbe bene, se non fosse per l’assedio di zanzare e rospi che trovano crogiolo in un canale di scolo dell’acqua piovana. Quando non piove, il fosso dovrebbe essere secco: e invece è sempre pieno d’acqua. Da qualche parte c’è un tubo rotto, come hanno verificato tecnici dell’Acquedotto del Fiora e operai della ditta incaricata dal gestore del servizio idrico di risolvere il problema. Ci hanno provato tre volte, l’ultima venerdì 29 aprile, ma nel canale l’acqua continua a scorrere. Roberto e sua moglie – ma anche i vicini di casa – non ne possono più: «Siamo assediati dalle zanzare, dagli insetti, dai rospi – descrivono – e con l’estate la situazione peggiorerà». Ci raccontano la vicissitudine per far aggiustare quel tubo.

Roberto ci mostra il punto da cui si è reso conto della perdita: l’acqua scroscia nel tratto del canale che scorre circa due metri più in basso rispetto alla strada. Il canale si infila sotto la carreggiata e sbuca nella controfossa dell’ex Diversivo, che corre parallela a un terreno in uso al pensionato: a una ventina di metri dalla sua abitazione.

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.13417365:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/grosseto-tubo-rotto-da-cinque-mesi-l-odissea-di-una-coppia/61192/62508]]

«Quattro-cinque mesi fa – descrive – notai che c’era acqua nel fosso. Due mesi fa ho chiamato il servizio guasti del Fiora, segnalando quella che poteva essere una perdita». «I tecnici del Fiora – continua – sono arrivati subito. Hanno fatto verifiche. Hanno mandato operai di una ditta che hanno scavato laggiù (ci indica uno sterrato che confina con il manto stradale) una buca profonda tre-quattro metri».

«Quando stavano per andare via – dice Roberto – domandai se avessero trovato la causa della perdita. Mi hanno risposto: “no, pensavamo fosse un intervento di poco conto e invece il lavoro è grosso. Torniamo”».

Passa del tempo e non si vede nessuno. Roberto richiama il servizio guasti. Arrivano i tecnici. Poi gli operai della ditta. Sbucano, danno lo stesso responso e se ne vanno. Ripassano i giorni, Roberto non si dà per vinto: richiama. Per tre volte la stessa scena. «Li chiami e arrivano subito, ma non risolvono il problema. Si presentano sempre alle 16 del venerdì, lavorano un’ora e vanno via. E se non solleciti nuovamente, non si fanno più vedere».

Lui e i suoi vicini non temono tanto bollette da capogiro: non hanno avuto brutte sorprese, per ora. È piuttosto l’acquitrino, l’acqua ristagnante che crea disagio. E poi è anche una questione di principio. «Ma perché – dice Roberto – si deve buttar via tutta questa acqua? È vietato lavare l’auto, ed è giusto che sia così, ma perché non rimediare a questo spreco? Durante i lavori mi hanno detto che qui esce un litro di acqua al secondo: ci rendiamo conto? Eppure a loro pareva poca cosa...».

Insomma, a Fornace San Martino il prezioso bene che i grossetani pagano a peso d’oro – Grosseto (con Siena) è la città del Belpaese dove è più salata la bolletta (lo dice l’Osservatorio di Cittadinanzattiva) – serve a dare refrigerio a zanzare e rospi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web