Sicurezza
Il Fiora tra investimenti e lotta all’evasione
Nel bilancio 2015 41 milioni di euro in opere e potenziamento tecnologico Si studia il recupero dei fanghi per ricavare biogas destinato al riscaldamento
GROSSETO. Investimenti per 41 milioni di euro sia sulla rete che nella tecnologia per controllare e prevenire guasti; autofinanziamento per oltre 33 milioni di euro; ricavi per 103,1 milioni (lo 0,5 in meno rispetto al 2015) e utili per 8,5 milioni (erano 10,8 milioni nel 2014). Ultimo, ma non meno importante, un recupero di elusione ed evasione per 600.000 euro, pari a 3.700 utenti.
Sono i numeri del bilancio 2015 di Acquedotto del Fiora, il gestore del servizio per le province di Grosseto e Siena, approvato ieri dall’assemblea dei soci al centro operativo in Grancia, alle porte di Grosseto. Numeri che descrivono un anno di investimenti e innovazione, che permettono di consolidare il debito a medio-lungo termine – seppur importante – di 143 milioni di euro, con una riduzione degli interessi bancari per circa un milione di euro rispetto al 2014.
Gli investimenti. Sempre rispetto all’anno precedente, nel 2015 il Fiora ha visto crescere i propri investimenti di 3 milioni di euro, che sono pari, oggi, a oltre 100 euro per abitante, tre volte la media nazionale. Le previsioni del piano di ambito vogliono che, entro il 2026, l’Acquedotto del Fiora debba arrivare a 550 milioni di investimenti. Ma, come sottolinea il presidente Tiberio Tiberi, la cosa importante è: hanno avuto efficacia questi investimenti? Sono visibili al cittadino?
Depurazione. «Sul fronte della depurazione, con gli impianti di Arcidosso e Manciano in previsione, quest’anno copriamo il 94 per cento della popolazione del territorio – spiega – contro una media nazionale del 70 per cento».
Gestione delle frane. Un altro effetto degli investimenti è stato il minore impatto delle frane sulla disponibilità del servizio. «È da un po’ che non si sente più parlare di frane – spiega Tiberi – e questo grazie al monitoraggio, alla professionalità dei nostri tecnici e a quella delle ditte, che consentono di gestire le 15-20 frane all’anno in modo chirurgico, senza disturbi per il cittadino». I fronti franosi restano 150 (64 attivi, 35 quiescenti e 15 indeterminati), ma grazie all’adeguamento tecnologico delle dorsali Fiora e Arbure è possibile gestirle meglio.
Monitoraggio. L’intera rete grossetano-senese dispone oggi di 5.000 punti di monitoraggio e di una più precisa gestione degli interventi che fa risparmiare tempo e denaro. «Non a caso la soddisfazione del cliente è all’89%».
Dipendenti stabilizzati. E non solo loro. Nel 2015 sono infatti stati stabilizzati a tempo determiato 28 dipendenti, grazie alla legge di stabilità.
Biogas dai fanghi. «Nel 2015 abbiamo vinto la sfida per chiudere la partita della depurazione ovunque», spiega l’amministratore delegato Aldo Stracqualursi. Che ricorda anche la sperimentazione di un nuovo impianto, in provincia di Siena, che abbatte dell’85 per cento i fanghi da portare in discarisca, con evidenti risparmi di costi. «Stiamo studiando il modo per implementare questo processo anche nel Grossetano – annuncia – e utilizzare i fanghi per ricavare biogas per produrre riscaldamento».
2017: ridistribuire gli utili. Un altro obiettivo per il futuro è interrompere la politica di non distribuzione degli utili, adottata dai soci negli esercizi precedenti, che ha permesso di ridurre il debito di oltre 50 milioni di euro e di risparmiare oltre 2 milioni di interessi all’anno fino al 2026. «Se tutto va bene – spiega l’amministratore delegato – dal 2017 ripartiamo a dare i dividendi ai soci».
Niente sconti dall’Autorità. «Nel 2006 eravamo sull’ultimo scalino della scala degli investimenti in Italia con 10 euro per abitante servito – spiega Enzo Di Nunno, direttore delle operazioni –. In dieci anni abbiamo raggiunto i 100 euro per abitante». E questo nonostante l’Acquedotto del Fiora, a causa della bassa densistà di popolazione (tre volte inferiore rispetto alla media nazionale), non sia ammesso ai meccanismi di premialità previsti dall’Autorità e imperniati sul numero degli utenti.
La comunicazione. Particolare attenzione è stata anche dedicata al rapporto con gli utenti mediante il potenziamento dei servizi sul sito Internet, l’incremento della comunicazione attraverso il sito e l’attivazione dei social network, con un numero di contatti di oltre 500.000 all’anno che vanno ad aggiungersi ai circa 200.000 gestiti tramite call center e sportelli al cittadino.
Work force management. Infine, è stato avviato il progetto “Sap - Work force management” insieme ad altre cinquanta aziende del gruppo Acea che operano su quattro regioni italiane, per efficientare la gestione, rendendo più immediata la programmazione degli interventi sul territorio e riducendone i tempi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
