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I castanicoltori amiatini si uniscono in cooperativa

di Fiora Bonelli

ARCIDOSSO. La castagna del Monte Amiata sarà commercializzata in prima persona dai produttori che sperano, prossimamente, di passare anche alla fase della trasformazione in loco. È nata ad Arcidosso...

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ARCIDOSSO. La castagna del Monte Amiata sarà commercializzata in prima persona dai produttori che sperano, prossimamente, di passare anche alla fase della trasformazione in loco.

È nata ad Arcidosso la cooperativa agricola di produttori castanicoli amiatini, la Procam, formata, al momento da undici persone rappresentative di tutto il territorio castanicolo della montagna. Come annunciato, infatti, già l’autunno scorso, alcuni castanicoltori avevano l’intenzione di stringere un patto consortile o cooperativistico, per evitare in qualche modo il pericolo e la confusione sui mercati fra la castagna amiatina e altri prodotti, magari esteri.

Si era allora lanciata l’idea di provare con un consorzio o una cooperativa che potesse poi lanciare direttamente sul mercato il marrone dell'Amiata. Adesso il proposito è diventato realtà e per cominciare, undici produttori si sono messi insieme e hanno fondato una cooperativa con sede legale all’Associazione castagna del Monte Amiata a San Lorenzo di Arcidosso, con un presidente e due vicepresidenti.

«La novità vera di questa cooperativa – commenta il presidente Lorenzo Fazzi – è che per la prima volta in assoluto i produttori amiatini ci mettono la faccia e senza delegare altri si ripromettono di piazzare sul mercato il prodotto, specialmente quello Igp e biologico. Siccome fino a questo momento il marchio ha combinato poco sul mercato vogliamo dare vita a una commercializzazione più strutturata. E vogliamo anche dare certezza assoluta che quel che commercializziamo è un prodotto amiatino».

Nei prossimi giorni sarà scelta la sede operativa e logistica, sarà intercettato il segmento di mercato, a chi le conferiremo. «È una cooperativa che vuole cambiare il modo di commercializzare e salvaguardare la castagna della montagna più eccellente in fatto di produzione castanicola della Toscana», dice Fazzi.

Intanto si spera che le castagne ci siano e siano buone, prive delle muffe che l’anno passato hanno rovinato il mercato del prodotto e si spera pure che i castagni riescano a vincere il cinipide che sta occhieggiando ancora pericolosamente nei castagneti. Ma quanto esso sia ancora presente e se vi siano da prendere provvedimenti si saprà solo fra alcuni giorni, il tempo per i castagni i tirar fuori del tutto le nuove foglie. Il presidente avverte infine che la cooperativa si occuperà della filiera della commercializzazione mentre, naturalmente, alla storica associazione della castagna Igp resta intatto il compito di promuovere e valorizzare il marrone amiatino.

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