Sicurezza
Edilizia e lavoro Mascagni ha una ricetta
«Via gli ostacoli burocratici e caccia ai fondi Ecco come rilancerò un settore strategico»
GROSSETO. «Non si tornerà ai decenni scorsi, perché le case si fanno se c’è bisogno e in questa fase a Grosseto se ne contano centinaia invendute, migliaia vuote». Lorenzo Mascagni ha una ricetta per l’edilizia, e si tratta di soluzioni discusse con le associazioni della categoria.
In Maremma la crisi attanaglia ancora il mercato immobiliare e il settore delle costruzioni. Qualche anno fa dagli oneri di urbanizzazione entravano nelle casse pubbliche annualmente 10-15 milioni di euro, oggi non si arriva a uno. «Nella realtà locale l’edilizia – spiega Mascagni – è stato un ambiente fertile per la piccola impresa artigiana, anche a conduzione familiare, per la cooperazione e per un tessuto di maestranze ed eccellenze. E la proprietà della casa ha rappresentato il vero ammortizzatore della crisi, una garanzia, spesso data dalle generazioni precedenti, che ha sostenuto i bilanci familiari. Oggi continua a vacillare il settore edilizio, non solo residenziale, e di conseguenza continuano a vacillare sia l’economia del territorio a essa collegato, che il grande potenziale indotto. Ecco perchè l’amministrazione comunale deve impegnarsi a invertire questa rotta».
In che modo, Mascagni lo spiega elencando le azioni che ha in mente: semplificazione burocratica, rigenerazione di spazi urbani, incentivi per chi ristruttura, riduzione dei prezzi dei lotti artigianali, riconversione del know how delle imprese edili e infine l’uso di finanziamenti esterni (dell’Ue e delle banche) con il Comune foundraiser (cioè cacciatore di fondi) nell’ambito dei lavori pubblici e per le imprese.
«A chi vuole investire nel settore prometto che non troverà un ostacolo nel Comune, né in termini di tempi, né in termini di servizi. Una parte del carico burocratico deve essere necessariamente alleggerita, sia con procedure meno complesse, che con l’ausilio dei mezzi informatici e giuridici disponibili. Per questo sarà necessaria una revisione dei regolamenti comunali di settore. Io la farò. Già la variante al regolamento urbanistico, da poco adottata, ha gettato le basi per un alleggerimento dei carichi della perequazione e un ampliamento dello spettro degli interventi ammessi nel patrimonio esistente».
Secondo il candidato sindaco del centrosinistra «molto può essere fatto – dice – con gli interventi di ricucitura del tessuto urbanistico, sostenendo anche una politica equilibrata e proporzionata al mercato per l’edilizia residenziale di sostituzione».
La rigenerazione urbana, in effetti, a prescindere da chi vincerà le elezioni di giugno, sarà probabilmente il leitmotiv dei prossimi cinque anni. Mascagni ne è convinto: «Deve essere valorizzata l’attività di manutenzione e di ristrutturazione. Perché così si potrà riattivare il tessuto della piccola impresa e dell’artigianato».
E gli incentivi? «Certo, semplificazioni, riduzione degli oneri – dettaglia – azzeramento della tassa per l’occupazione di suolo e altre forme di incentivazione saranno previste per chi utilizza il proprio immobile per fini produttivi: alberghi diffusi, case vacanza e b&b. E ancora saranno ridotti i prezzi dei lotti artigianali all’interno dei Piani per insediamenti produttivi. La gestione delle aree produttive pubbliche – osserva – non può servire a fare cassa ma deve essere utilizzata in maniera strategica per sostenere le imprese locali e attrarre nuovi investitori. Per le imprese esterne un conveniente prezzo delle aree pip, unito a un miglioramento dei servizi e delle infrastrutture, può essere un valido motivo di attrazione verso il territorio».
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