La manifestazione
Casa Nova e podere Regone Le proposte per il riutilizzo
ROCCASTRADA. La Lista civica “Il Comune di tutti” scrive al sindaco di Roccastrada Francesco Limatola per lanciare alcune proposte di utilizzo delle strutture di Casa Nova (nella riserva naturale del...
ROCCASTRADA. La Lista civica “Il Comune di tutti” scrive al sindaco di Roccastrada Francesco Limatola per lanciare alcune proposte di utilizzo delle strutture di Casa Nova (nella riserva naturale del Farma) e del podere Regone (nella riserva naturale La pietra).
La lista parte del presupposto che le esperienze passate hanno rivelato «l’impossibilità, o perlomeno l’infruttuosità di una gestione delle due strutture tramite appalto a cooperative»; per questo si ritiene «che un’Ati formata, con il coordinamento e guida del Comune potrebbe essere il soggetto in grado di assumerne la gestione. Il Comune potrebbe anche “sondare il terreno” per individuare imprenditori privati e altri soggetti alla gestione economici e non. Propedeutico al tutto, sempre secondo la civica, l’amministrazione comunale dovrebbe instaurare «un rapporto di collaborazione con Regione e Stato per arrivare a una convenzione non onerosa che renda il Comune gestore delle strutture in oggetto». Per Casa Nova, la proposta è quella di sfruttare la vocazione turistica. L’idea potrebbe essere quella di aprire il Centro visite settimanalmente nel periodo di alta stagione turistica con visite guidate nella Riserva. Il podere Règone risulta essere adibito a rifugio escursionistico e centro visite; anch’esso ristrutturato, potrebbe essere utilizzabile nell’ambito di corsi professionali del settore forestale, seminari/corsi in archeologia o nel settore storico-minerario. «La proposta - dice la Civica- non è che una bozza, un’idea dalla quale, collaborando, potrebbe nascere qualcosa di concreto e veramente importante per la nostra economia. Per il recupero delle due strutture sono stati investiti tantissimi fondi, investimento che però, allo stato attuale, risulta non essere usato a nostro parere in modo adeguato e, anzi, gli edifici tendono all’abbandono».
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