Il Tirreno

Grosseto

Addio Beppe, anima dei Pettirossi

di Gabriele Baldanzi
Addio Beppe, anima dei Pettirossi

Se ne va Giuseppe Gorelli, pilastro dei maggiaioli e fisarmonica di Roccastrada

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ROCCASTRADA. Domenica è stato un primo maggio diverso a Roccastrada. Il primo senza Giuseppe Gorelli, per tutti “Beppe di Titino”, la fisarmonica del paese, uno dei maggerini simbolo dell’Alta Maremma, per tanti anni pilastro dei I Pettirossi.

Un lutto ancora fresco a Roccastrada, che domenica lo ha ricordato con emozione. Un personaggio indimenticabile nella storia del paese. Nato al podere Pesciatino nell’agosto del 1934 da Tito (“Titino”) e Giuseppa Bindi, Beppe era il quarto di sette figli (cinque maschi e due femmine). Già da bambino viene impiegato nelle più disparate faccende, al podere. Lavora e rinuncia a studiare. Di un minimo bagaglio culturale ne sentirà la mancanza più avanti, sopperendovi, però, con la scaltrezza, l’adattabilità e un’intelligenza innata. Uomo onesto, retto, Beppe a 15 anni è già alle dipendenze di una ditta di Roma, che costruisce i poderi dell’Ente Maremma. Sono anche gli anni in cui matura la passione per la musica, trasmessa dal babbo, che suona la fisarmonica alle feste da ballo nei poderi e per la ricorrenza del maggio. Con i primi soldi guadagnati compra proprio una fisarmonica, modello cromatico della ditta Navini. E comincia a calcare le orme del padre. Si sposta a piedi, con lo strumento in spalla, suona nell’aia nei fine settimana, si fa conoscere a Roccastrada, Roccatederighi, Sassofortino, Torniella. La gente gli vuole bene, lo cerca. Sa di offrire svago e sollievo a chi ogni giorno lavora duramente per mantenere la famiglia, per ricostruire. «E forse - ricordano gli amici - era proprio questa la sua maggiore soddisfazione. Suonava “a orecchio”, a volte anche la sera, dopo le cacciate, d’inverno». Beppe, da giovane, era un bel ragazzo. Piaceva alle donne e il fascino del suonatore giocava a suo favore. Poi, ad accrescerne la fama, arrivò anche il Morini Gran Turismo. Le esibizioni aumentarono. Non solo nel territorio comunale ma anche verso Grosseto, Follonica, Massa. Da questo momento (siamo all’inizio degli anni Cinquanta) il Gorelli fu fondatore o elemento trainante di varie formazioni musicali (trii, quartetti e complessi) riuscendo a esibirsi anche fuori provincia.

A 19 anni il matrimonio con Ede Marzocchi, anch’essa di Roccastrada. Ma il destino è crudele: dopo sei anni Ede muore per una malattia allora incurabile, lasciando Beppe con un figlio, il piccolo Daniele, classe 1955. Da un secondo matrimonio, con Gennarina Scimia (nel 1963) nascerà Daniela. Negli anni Settanta Beppe si mette in proprio, acquista mezzi e si specializza nel movimento terra, aiutato dal figlio. Negli stessi anni fonda “II Quartetto Maremmano” con il fratello Bruno alla batteria, con il talentuoso sassofonista Renzo Pecorini (“Aceto”), con Mauro di Torniella alla tastiera e Silvana Poli come voce. Beppe concluderà la propria avventura musicale nel 2006, lasciando il testimone alla nipote, la famosa cantante Michela Gorelli.

Gabriele Baldanzi

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