Il dolore
Una tomba per i resti di Giuseppina
Uccisa dalla figlia e gettata tra i rovi nel casale di campagna dove aveva vissuto con il marito, presto i funerali a Massa
MASSA MARITTIMA. Ci sarà un funerale, come si addice alle persone che non ci sono più, ci sarà l’abbraccio di tutta la comunità di Massa Marittima che ha dovuto scavare nella memoria per ricordarsi di Giuseppina Pierini, la donna che diversi anni fa aveva lasciato la Maremma per andare a vivere a Piacenza con la figlia Anna Maria, tornata poi a Montieri con un segreto sepolto in fondo al cuore. Un segreto che è stato svelato da suo figlio, Gino Laurini, un ragazzo di 21 anni che ha deciso di andare ai carabinieri e raccontare tutto.
Ora Maria Grazia Guidoni, la figlia di Giuseppina accusata di averla uccisa e di aver tentato poi di far sparire il corpo della madre nel casale di Marsiliana, è rinchiusa nel carcere di Piacenza. «Gino invece è a Giulianova, dove ha raggiunto suo padre - spiega l’avvocato del ragazzo, Sandro Nunzi - e ha anche trovato un lavoro. Da quando ha parlato con i carabinieri, nonostante che debba affrontare un processo, è molto più sereno».
Il racconto che Gino ha fatto ai militari di Follonica, grazie al quale sono stati trovati i resti di sua nonna, è un racconto dell’orrore.
Giuseppina sarebbe stata uccisa nella sua casa di Piacenza, sotto gli occhi del ragazzo. Sarebbe stata avvelenata a tavola, le sarebbe stato tappato il naso per farle bere acqua e veleno. Sarebbe poi stata soffocata, con un sacchetto di nylon intorno alla testa, stretto al collo dal nastro adesivo. Ma sulla testa e sul corpo della sessantatreenne sono stati trovati anche segni di badilate e il medico legale Luca Tajana incaricato dal sostituto procuratore Roberto Fontana, di Piacenza dovrà accertare se quei colpi siano stati inferti, così come raccontato da Gino, per il seppellimento della donna o se invece siano state quelle badilate ad ucciderla. Una, perizia, questa, che dovrà essere depositata tra quattro giorni.
Intanto, i figli di Giuseppina, Giorgio e Graziella, che vivono in Maremma hanno chiesto, attraverso i loro avvocati, Riccardo Lottini e Francesca Bronzetti, la restituzione della salma della madre per celebrare i funerali a Massa Marittima, il borgo d’origine della donna.
Una richiesta che è arrivata sul tavolo del sostituto procuratore Roberto Fontana.
La data ovviamente non è ancora stata fissata: il medico legale dovrà prima depositare la perizia, dopodiché il sostituto procuratore, che ha richiesto una proroga indagine di altri sei mesi, deciderà se concedere subito il nullaosta o se saranno necessari ulteriori approfondimenti.
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