Il Tirreno

Grosseto

Riscossione indebita dei ratei di pensione

di Pierluigi Sposato
Riscossione indebita dei ratei di pensione

A giudizio per 6.500 euro un orbetellano di 68 anni cointestatario di un conto con una donna morta nel 2010

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GROSSETO. Sul suo conto erano finiti 6.579 euro in più. Soldi non dovuti, secondo l'accusa, perché riferiti ai ratei di pensione di una persona defunta. Cinque mesi di versamenti sul conto corrente a lui cointestato che hanno messo nei guai con la giustizia un orbetellano di 68 anni, Carlo Brunetti, rinviato a giudizio per "indebita percezione di erogazioni a carico dello Stato".

Un'inchiesta partita nel 2014, con una querela di un parente della donna deceduta, e proseguita con gli accertamenti dei carabinieri, specialmente per quanto riguarda la documentazione bancaria e quella relativa all'Inps. Secondo l'imputazione, Brunetti non avrebbe segnalato all'Inpdap, l'allora istituto previdenziale dei dipendenti dell'amministrazione pubblica (ora Inps), che la signora Teresa era morta il 9 giugno 2010. E così, da giugno fino a ottobre 2010, i soldi avevano continuato a essere versati sul conto di cui la donna e Brunetti erano cointestatari, acceso in un istituto di credito con agenzia a Fonteblanda. Il totale ingiustamente percepito ammonta a 6.579,05 euro.

Il difensore di Brunetti, l'avvocato Alessandro De Carolis Ginanneschi, ha fatto presente all'udienza preliminare che il suo assistito aveva in realtà fatto le cose in regola, e in colpeta buona fede, segnalando per scritto all'Inps/Inpdap l'avvenuto decesso. Una comunicazione della quale evidentemente non era stata trovata traccia, tanto che l'ente aveva continuato a erogare il denaro, o comunque non entrata a tempo debito nel sistema di pagamento delle pensioni. Un documento che non aveva ricevuto un riscontro da parte dell'ente (quelle erano le settimane di passaggio dell'Inpdap nell'Inps). Brunetti, ha aggiunto il legale, aveva certamente visto che il denaro aveva continuato a entrare ma aveva ritenuto, dopo aver comunicato il decesso, che si trattasse di arretrati che la signora Teresa doveva ricevere. Oltre tutto, nemmeno dalla banca aveva ricevuto segnalazioni di anomalie. E non aveva così fatto caso più di tanto a quei 6mila e passa euro che gli erano entrati sul conto.

All'udienza preliminare di fronte al giudice Marco Bilisari la mancanza della documentazione relativa alle comunicazioni di Brunetti ha impedito un esito diverso rispetto al rinvio a giudizio: la prima udienza è stata fissata per il 22 gennaio davanti al collegio del Tribunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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