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Profughi, a Scarlino ci pensa Auser

Profughi, a Scarlino ci pensa Auser

Il testimone passa all’associazione dopo le beghe con la onlus

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SCARLINO. L’inserimento dei profughi nei centri scarlinesi passa sotto le mani esperte di chi sul territorio ha fatto del volontariato una missione da compiere. L’amministrazione comunale infatti ha deciso di passare il testimone all’associazione Auser di Bagno di Gavorrano, che già si è detta disponibile a partecipare al progetto, togliendolo di fatto all'associazione Partecipazione e Sviluppo di Bagni di Lucca, che ha in carico l'accoglienza degli esuli.

In altre parole: gli alloggi, il cibo, le procedure burocratiche resteranno a carico della onlus lucchese, mentre le varie attività utili per l’inserimento degli ospiti nella comunità italiana ed europea saranno affidati a quella gavorranese.

Il “Progetto integrazione e inclusione dei richiedenti asilo”, in cui appunto sono raccolte tutte queste attività specifiche, è già stato approvato lo scorso novembre e vedeva Partecipazione e Sviluppo alla guida.

Nell’ultimo periodo però i rapporti tra l’associazione e i vari soggetti maremmani coinvolti nell’accoglienza sono sempre più freddi (vedi gli ex lavoratori pronti a far causa ai vertici della onlus), così si cerca di portare avanti l'integrazione attraverso quelle realtà già consolidate sul territorio. Si legge anche nella delibera con cui la giunta decide di trasferire queste competenze: «a livello organizzativo si ritiene più opportuno ed agevole demandare la gestione e l'organizzazione dell'attività di volontariato ad un’associazione locale, radicata ed attiva nel territorio da anni, proprio al fine di garantire la buona riuscita del progetto». E un profilo simile è stato ritrovato nell'Auser di Bagno di Gavorrano, che, continua la delibera, «ha dato la propria disponibilità a partecipare all'iniziativa, occupandosi di gestire le attività di volontariato e di inserimento dei migranti». La convenzione che l'amministrazione comunale proporrà all'Auser sarà valida per un anno e mirerà ad una serie di iniziative per l'inserimento degli esuli nella comunità locale, attraverso corsi di lingua italiana, attività di volontariato e altri percorsi simili.

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