Gioco
Presidio “del crudo” nuove adesione entrano I Renai
CASTELL’AZZARA. Arriva dall’ultima frontiera ad est della Maremma – facciamo rotta su Castell’Azzara – una nuova adesione al presidio Slow Food per il pecorino a latte crudo. Salgono così a sette i...
CASTELL’AZZARA. Arriva dall’ultima frontiera ad est della Maremma – facciamo rotta su Castell’Azzara – una nuova adesione al presidio Slow Food per il pecorino a latte crudo. Salgono così a sette i componenti dell’Associazione dei Produttori del formaggio non pastorizzato, nata recentemente, all’indomani della riconosciuta tutela “al crudo” maremmano da parte di Slow Food Toscana. A poco più di due settimane dal battesimo del presidio, anche la famiglia Puggioninu del caseificio I Renai di Castell’Azzara sale a bordo della navicella che procede lenta (slow): per scelta.
Si sono fatti avanti, dopo un iniziale tentennamento. È Eleonora Puggioninu, 32 anni a spiegarci il perché «Non abbiamo aderito subito – spiega – per essere certi di rispettare le regole del presidio (che impone una soglia minima di quantitativo di produzione, ndr). Noi potremmo decidere di produrre il 100% di pecorino a latte crudo, ma il problema è la commercializzazione». Avere un portafoglio-clienti, conquistare (seppur) piccoli segmenti di mercato, è del resto l’ostacolo che incontrano tutti i piccoli produttori agricoli. Ecco perché l’universo Slow Food si mette al servizio del loro microcosmo. E l’unione fa la forza.
Anche il caseificio I Renai – come quello degli altri sei produttori maremmani che hanno aderito al progetto – è una piccola realtà. Familiare. C’è Eleonora, 32 anni e suo fratello Luca, di tre anni più giovane; poi c’è mamma Serena e babbo Bernardo. Hanno 600 pecore, razza sarda; 120 ettari di pascolo nelle Crete Senesi a Radicofani, dove sta Luca; poi c’è un’altra sede sul Monte Penna e poi c’è il piccolo caseificio nato una decina di anni fa, dove si danno da fare figlia e genitori. «Un sogno che è diventato realtà – lo definisce entusiasta Eleonora – E cioè l’idea di poter commercializzare il nostro latte: vendere al dettaglio, consegnare ai clienti... Tutto merito di nonno Enrico e nonna Gina – dice – che hanno saputo “trasferirci” i loro valori».
Eleonora e Luca sono la terza generazione di produttori di latte. E il caso ha voluto che sia il padre Bernardo (di origini sarde) che la madre Serena (nata in Maremma) condividessero la medesima tradizione di famiglia. E la storia continua. Ora con una marcia in più.
Giovanna Mezzana
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