Il Tirreno

Grosseto

La Madonnina che da 75 anni gira di casa in casa

di Fiora Bonelli
La Madonnina che da 75 anni gira di casa in casa

Dal 1941 i devoti di Collevergari, vicino a Castel del Piano, ospitano a turno la Sacra famiglia contenuta in una valigetta

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CASTEL DEL PIANO. C’è una Sacra famiglia protetta da una valigetta lignea, a Castel del Piano, che gira da 75 anni di famiglia in famiglia nella borgata di Collevergari.

Fu acquistata il 24 aprile del 1941 e da allora non ha mai smesso di portare la sua benedizione nelle case dei fedeli che la ospitano per uno, due o tre giorni al mese.

La “Madonnina”, come la chiamano a Castel del Piano, non è solo una Madonna, perché, in effetti, le ceramiche di cui sono fatte le statuine rappresentano la Sacra famiglia. Sono racchiuse in una teca di legno lavorato che ha due ante e una copertura sul davanti che durante il trasporto da una famiglia all’altra vengono chiuse. Sopra la teca, alta circa 35 centimetri e larga 20, una maniglia, che permette il trasferimento più sicuro da una casa all’altra.

Le statuine sono di pregevole fattura, dipinte a colori tenui, dal rosato all’azzurrino. Di queste “Madonnine” ne esistevano anche altre a Castel del Piano.

«Pressappoco tutte uguali come struttura – spiega il parroco don Gianni Lanini – e alcune di queste continuano a girare in alcune contrade del paese, come la Pianetta. Di altre che forse c’erano, invece, si sono perdute le tracce».

È, però, ancora una tradizione talmente radicata nel cuore di tanti che, per esempio, in via delle Miniere, via Pisa e piazza Garibaldi, dove non c’è più la Madonnina originale, le famiglie hanno acquistato un’icona che raffigura la Madonna, incorniciata e protetta da una busta, che continua a percorrere l'antico tragitto di famiglia in famiglia.

Questa di Collevergari, venerata dai bisnonni e dai nonni che hanno lasciato in eredità il giro ai nipoti, porta in sé notizie preziose, annotate sul retro, dove compare anche la scritta “Gesù Giuseppe e Maria assisteteci nei nostri bisogni spirituali e temporali” e la data: 24 aprile 1941.

La valigetta di legno, contenente la Sacra famiglia, comincia il suo giro il primo di ogni mese, da Casa Montenero di Collevergari, dove resta fino al quattro. Poi viene portata a mano nelle famiglie che abitano il centro storico della borgata dove, di casa in casa, rimane fino al 30 o 31 del mese. Davanti alla Madonnina si accende un lume, si dicono le preghiere, ci si raccomanda perché il mese si svolga favorevolmente.

La storia di questo cerimoniale a cui sono attaccatissimi sia uomini che donne di Collevergari, la conosce benissimo Rosetta Tosti che sa anche a mente i nomi di tutte le famiglie che l’acquistarono all’epoca e che cambia, quando necessario, il foglio di carta, attaccato nel retro della teca, dove sono scritti in successione, i nomi delle famiglie a cui “tocca” tenere la Madonnina.

«Fu acquistata nel 1941 – dice Rosetta – grazie all’idea del devotissimo Silvio Ginanneschi che abitava qui e ognuno mise un tot. Se una famiglia la voleva tenere due giorni, mise il doppio. Una volta al mese, dunque, la valigetta veniva portata a piedi alla famiglia inserita nel giro, e praticamente tutti, contribuirono al suo acquisto. Gli acquirenti della Madonna che non si sa da chi fu costruita né dove (potrebbe essere Montalcino), furono: Pietro Pasqui, Diomira Fazzi, Agostina Fazzi, Ernesto Rossi, Angiolo Tosti, Giovanni Tosti, Santi Santella, Assunto Santella, Angelo Santella, Giuseppe Mazzi, Zelinda Fazzi, Eduina Fazzi, Palmira Fazzi, Elia Santella, Luisa Tosti, ;aria Fazzi, Novilia Badini, Anna Santella, Cesira Ordonzelli, Aurelio Santella, Guido Santella, Domenico Santella, Siro Santella, Emilio Santella, Silvio Ginanneschi, Vincenzo Simi, Giuseppe Badini, Flavio Tosti, Silvio Mantiloni e Pellegro Santella».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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