Sicurezza
Revocato il divieto a Marina Il mare è di nuovo pulito
Nella norma i valori dell’acqua prelevata il 29 aprile, nuova ordinanza del sindaco Dubbi sulle cause e sul rischio che possa ripetersi. La lettera degli ambientalisti
MARINA DI GROSSETO. La foce del Canale San Rocco è di nuovo balneabile. Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi ha revocato ieri il divieto temporaneo di balneazione disposto dopo che le analisi dell’Arpat avevano rilevato durante un prelievo di routine la presenza di batteri fecali fuori norma nel punto di prelievo “lato sud foce San Rocco”. I risultati delle nuove analisi fatte il 29 aprile sono arrivati ieri sulla scrivania del sindaco e confermano che la situazione è tornata nella norma.
Via il divieto. «Nell’attesa di approfondire ulteriormente la natura dell’evento isolato che ha provocato questa alterazione nel canale – si legge in una nota del Comune – l’acqua torna balneabile e consente di aprire la stagione balneare a tutti gli effetti e in piena sicurezza». Lo conferma lo stesso Bonifazi che spiega di aver adottato l’ordinanza in via cautelare. «Prima di tutto viene la salute dei cittadini: eravamo di fronte al primo weekend della stagione balneare e nell’attesa dei risultati delle nuove analisi non potevo far altro che interdire temporaneamente la balneazione in quel tratto».
La lettera. La notizia fa tirare un sospiro di sollievo anche se resta il dubbio che il fenomeno resti isolato. Lo dimostrano le foto scattate sabato, cioè il giorno successivo alle nuove analisi Arpat, in vari punti del canale San Rocco: colore e aspetto delle acque del canale fanno pensare che l’evento dei giorni scorsi possa ripetersi. E proprio sullo stato di salute del canale le associazioni ambientaliste hanno scritto «una lettera aperta alle forze politiche oneste della città di Grosseto». A firmarla Andrea Marciani (Comitato beni Comuni), Angelo Properzi e Mario Ferroni (Wwf), Michele Scola (ItaliaNostra) e Roberto Barocci (Form Ambientalista).Esordiscono così: «Dopo l’ordinanza di divieto di balneazione a sud della foce del canale San Rocco è calato un silenzio imbarazzante e nessuno dei candidati a sindaco, che nei giorni precedenti si erano affrettati a rilasciare dichiarazioni di propaganda elettorale in solidarietà agli operatori turistici o facendo il bagno in quelle acque per tranquillizzare, propone soluzioni durevoli al problema». Secondo gli ambientalisti in gioco oltre alla difesa delle matrici ambientali (acqua, aria e suolo) e della salute collettiva ci sono gli interessi degli operatori turistici che «hanno bisogno di certezze per i loro investimenti e non di una gestione amministrativa delle emergenze approssimata e negligente».
Nel 2015. Come termine di paragone viene preso l’allagamento di Marina dell’agosto 2015. «I dati analitici registrati in questi giorni sono del tutto simili a quelli registrati in quell’occasione – scrivono Marciani, Properzi, Ferroni, Scola e Barocci – Allora i liquami dal sistema fognario si scaricarono in mare, inquinandolo per diversi giorni. Eppure ad aprile scorso non si sono avute piogge intense tali da giustificare le fuoriuscite di liquami dal sistema fognario, sia nella città di Grosseto, vedi il fosso Beveraggio indecorosamente lasciato senza interventi da anni, che a Marina».
Caccia alla causa. Poi il discorso torna al presente: «Non possiamo saper quale oggi sia la causa dell’inquinamento in atto (la lettera è stata scritta e diffusa domenica, a divieto di balneazione ancora in essere, ndr): se si tratta di scarichi abusivi o solo di episodi di cattivo funzionamento degli impianti di depurazione o se invece concorre anche il fiume Ombrone ma alcune proposte ci sembrano doverose. Si deve procedere con urgenza a monitoraggi analitici, con dati pubblici sulle acque e sui sedimenti di tutto il corso del canale San Rocco e del fiume Ombrone fino al livello dei possibili scarichi della città di Grosseto. I valori delle concentrazioni di vari possibili inquinanti consentono di individuare o segnalare le possibili fonti da mettere sotto stretto controllo, senza accordi poco trasparenti per risolvere il periodico necessario dragaggio del canale San Rocco, previsto e documentato fin dalla presentazione del progetto di costruzione del porto di Marina».
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