Sicurezza
Porta in Austria i figli, condannata a 2 anni
La donna era stata denunciata dal marito: una querelle internazionale che va avanti dal 2001
GROSSETO. Il loro è stato un caso di conflitto giuridico internazionale, decisioni prese in Italia che non hanno trovato accoglimento in Austria e un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo che non ha trovato però accoglimento. Un conflitto tra marito italiano e moglie austriaca per l’affidamento dei minori.
Adesso, dopo le decisioni non rispettate del Tribunale dei minorenni (che avevano disposto il rimpatrio dei bambini), c’è una sentenza del Tribunale di Grosseto. Il giudice Giovanni Muscogiuri ha condannato a 2 anni e 1 mese (senza il beneficio della sospensione) una donna di origine austriaca, imputata sia di inosservanza di provvedimenti del giudice sia di sottrazione internazionale di minori. Perché lei, secondo l’imputazione, non avrebbe rispettato le disposizioni giudiziarie e, dal 2012, avrebbe trattenuto con sé i figli - in Austria appunto - fatti venire a casa sua con il pretesto di una vacanza. L’uomo, un grossetano poco meno che cinquantenne e da qualche tempo particolarmente attivo sul fronte dei diritti dei genitori che si trovano in situazioni simili alla sua, si era rivolto alla magistratura. E si è costituito parte civile nel processo celebrato al Tribunale di Grosseto.
Il giudice, che ha anche disposto la perdita della responsabilità genitoriale della donna per un periodo di 4 anni e ha demandato al giudice civile la quantificazione dei danni (riconosciute soltanto le spese), ha ritoccato al ribasso le richieste del viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi (3 anni) ma ha confermato il riconoscimento di responsabilità. L’udienza non è stata lunga, un paio di ore tra requisitoria e arringa, ma è stata seguita da una camera di consiglio di circa 9 ore: il giudice è tornato intorno alle 20.30 per leggere il dispositivo e depositare la motivazione contestuale.
La donna non era presente. C’era invece il padre. La storia va avanti da tempo. Da troppo tempo secondo la difesa. La coppia aveva vissuto insieme per tanto tempo, fino a quindici anni fa: poi lei aveva portato i ragazzi in Austria senza il consenso del padre. Nel maggio del 2011, il Tribunale dei minorenni di Firenze aveva stabilito prima l’affidamento condiviso presso la madre e poi (2013) quello in Italia presso il padre, che fino al 2012 era riuscito a vedere normalmente i figli. E che nel 2014 aveva ottenuto l’affidamento esclusivo.
Nell’agosto 2012 la donna aveva fatto venire i ragazzi in Austria, con il pretesto di una vacanza: si sarebbe invece trattato di una trappola, perché i ragazzi non sono mai tornati e perché addirittura sarebbero stati proibiti i contatti con il padre. Tra l’altro, risulta alla difesa che i due giovani abbiano preso il cognome della madre (che aveva anche un divieto di espatrio) senza che il padre fosse stato consultato.
Pierluigi Sposato
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