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Materna chiusa per ferie, i genitori chiedono aiuto

Cristiano Bernacchi
Materna chiusa per ferie, i genitori chiedono aiuto

Fa capo alla stessa proprietà del nido al centro dell’inchiesta per maltrattamenti. «Servono 7.000 euro per arrivare fino a luglio: qualcuno può dare una mano?»

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GROSSETO. Sorpresa. È chiusa anche l’altra struttura, quella della materna. Al nido, pochi giorni dopo l’esecuzione delle misure cautelari per le maestre ritenute coinvolte nei maltrattamenti dei bambini, i genitori avevano ritirato i bambini e di fatto lì non era rimasto più nessuno. Ora serrande abbassate anche all’ingresso della scuola materna, che fa capo alla stessa proprietà.

A comunicarlo, un semplice cartello affisso sulla saracinesca che informa i genitori della chiusura temporanea dal 2 al 6 di maggio per ferie. Una comunicazione che ha sorpreso i genitori degli 8 bambini che frequentano la scuola materna. «La comunicazione che la materna avrebbe chiuso ci è arrivata la mattina di venerdì 29 aprile: a darcela è stata una maestra della scuola, in lacrime. Il cartello è comparso invece sabato. E noi cosa facciamo in questi giorni? E cosa succederà dopo il 6 maggio?».

Comprensibili le domande di questi genitori che oltre a dover affrontare il trauma della vicenda, per la quale sono seguiti dall'associazione Emdr Italia (metodo psicoterapico), sono costretti a cercare una nuova collocazione per i propri figli con servizi simili, e cioè con estensione d'orario in entrata ed uscita, mensa che parte dal primo settembre e apertura anche nel mese di luglio: «Siamo tutte persone che lavorano, una struttura come questa è utilissima», aggiunge la mamma.

Senza poi considerare il fatto che molti di quei genitori avevano già pagato la retta anche per l'anno successivo. La ricollocazione in altre scuole d'infanzia, così come è avvenuto per alcuni bambini del nido, è un processo non proprio semplice sotto l'aspetto emotivo che potrebbe anche sottoporli a nuovi generi di stress, sottolineano i genitori: nuova struttura, nuovi compagni, nuove maestre e tanti cambiamenti. Il Comune ha proposto alcune alternative, ma la distanza dal capoluogo (si tratta di scuole in frazioni) rende complicato scegliere.

Proprio per scongiurare questa possibilità e quindi offrire il massimo della serenità ai figli per superare la vicenda, i genitori dei bambini che frequentano la materna avevano auspicato che almeno l'anno scolastico potesse venire concluso in quella struttura. Ed è balenata in questi giorni anche la possibilità che l’attività venga rilevata da una psicologa grossetana, almeno per i prossimi tre mesi. Ma poiché non è pensabile che la materna possa reggersi sulle rette di soli otto bambini (ciascuno paga poco più di 220 euro), e poiché - fatti i calcoli - servirebbero circa 7.000 euro per arrivare fino all’estate tra personale, bollette e altro - ai genitori è venuta un’idea: «Ci siamo chiesti se qualcuno può dare una mano, a noi e alla psicologa, per trovare questo denaro - aggiunge la mamma - Abbiamo inviato una lettera a due persone, due privati che potrebbero aiutarci versando questa cifra. Aspettiamo una risposta. E aspettiamo anche risposte dal Comune».

Sperano insomma in una virtuosa rete di solidarietà, che potrebbe essere allargata composta da privati, negozianti legati al mondo dell'infanzia, associazioni benefiche, club e tutti coloro interessati alla causa che possano contribuire al regolare svolgimento dell'anno scolastico.

Esausti, provati, delusi, alcuni anche traditi personalmente nella gestione della vicenda, come dicono di sentirsi, questi genitori stanno cercando in ogni modo di evitare altri scossoni ai loro figli e l'unica strada che vedono percorribile è quella di una richiesta di aiuto. In questi giorni sapremo se verrà accolta e da chi.

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